Quelli del mestiere, gli “impallinati” delle mostre scambio, lo sanno bene: ai Saloni si guarda ma non si tocca. Leggi: si adocchia, ci si fa un’idea però non si compera. Si prendono i contatti del venditore, si incrociano le dita sperando che nessuno ti passi davanti, quindi si va a trattativa privata a fiera finita. Perché? Perché i prezzi sono, il più delle volte, quantomeno fantasiosi (ed è l’aggettivo più gentile che ci è venuto in mente). Anche l’edizione 2014 di Padova lo sta confermando: abbiamo visto chiedere 105mila euro per una Buick Convertible di fine anni Quaranta, 30mila per un’Isetta (sì, l’ovetto della BMW che anticipò di quarant’anni la Smart), ben 11mila per una Fiat 124 berlina che, pur essendo in condizioni oggettivamente meravigliose, non può ragionevolmente valerne più di 3/4mila, ed è già molto. Il massimo lo ha toccato il commerciante che chiedeva 108mila euro per un coupé Siata su base meccanica Fiat 1100/103 del 1954. 9 8 Una fuoriserie realizzata in poche unità di cui quella esposta in fiera era una delle quattro superstiti. Una vetturetta interessantissima ma la cui rarità non legittima tuttavia una richiesta a tal punto esosa perché si tratta comunque di una meccanica plebea e di uno stile dal fascino modesto. In questa giungla di prezzi pazzi, nei quali una Fulvia Coupé o una Giulia berlina difficilmente vengono via per meno di 12mila euro c’è - paradossalmente - qualche macchina conveniente: le berline Rolls-Royce degli anni ‘70 e ‘80. Abbiamo visto un parco di mezza dozzina tra Silver Shadow e Silver Cloud sui 15/20mila euro. Ora: ok che fanno i 5 con un litro se va bene, che devi chiedere un mutuo per il tagliando e che se non hai non dico un garage ma un magazzino non sai dove parcheggiarli, questi incrociatori di 5 metri per 2. Però, l’idea di farsi una Rolls al prezzo di una Golf usata a noi un po’ ci ha stuzzicati... a voi no? Marco Visani