Gioiello senza tempo. All’inaugurazione della Techno Classica ad Essen, Porsche Classic ha presentato una 911 2.5 S/T restaurata, emblema di un’entusiasmante storia di successi sportivi. La vincitrice della sua classe a Le Mans nel 1972 è stata rimessa in sesto nel corso degli ultimi due anni dai tecnici specializzati della Casa. 

Era messa davvero male: "La 911 2.5 S/T è stata rinvenuta alcuni anni fa da un collezionista statunitense in un vero e proprio stato di abbandono. I nostri tecnici hanno eseguito un lavoro molto accurato per restaurare la vettura sportiva secondo gli standard più elevati. L’esemplare ritrovato è un’autentica rarità: la vettura da corsa è stata costruita in soli 24 esemplari sulla base della 911 2.4 S Coupé. La fiducia che il cliente ha riposto in noi, affidandoci il restauro della vettura, ci gratifica. Il progetto è a dir poco unico e di grande significato storico“.

Le origini. Sviluppata per essere utilizzata dai team privati nelle competizioni sportive a loro riservate nel gruppo 3 (vetture GT di serie) e nel gruppo 4 (vetture GT modificate), la 911 2.5 S/T venne offerta in edizione limitata a partire dalla fine del 1971 dal reparto sportivo della Dr. Ing. h.c. F. Porsche KG, al prezzo di 49.680 marchi tedeschi. La 911 2.5 S fu conseguentemente modificata in fabbrica rispetto alla 911 2.4 S Coupé di serie per l’impiego in pista, come alla Targa Florio, a Le Mans o nei rally, in base alla legislazione sportiva internazionale e offerta con un sovrapprezzo di 19.000 marchi. 


Per i tecnici del reparto Porsche Classic la sfida è diventata il restauro, con particolare riguardo alla carrozzeria. Dopo un primo esame della vettura in officina, i tecnici specializzati hanno individuato non solo un restauro effettuato sulla base del successivo modello cosiddetto G della 911, ma anche dei danni conseguenti ad incidente e riparati in modo improprio. Oltre a deformazioni nel tunnel e ai longheroni, la corrosione aveva provocato seri danni soprattutto alle pareti dei passaruota, sul tunnel e sul tetto. La grave deformazione del tetto fa supporre che per lungo tempo la vettura sia stata gradita compagna di giochi infantili. I lavori di restauro della carrozzeria sono stati quindi lunghi e complessi ed hanno incluso, fra l’altro, anche l’impegnativa ricostruzione e il rifacimento dei passaruota maggiorati, frutto di un parziale intervento artigianale. La 911 2.5 S/T ha così ottenuto un nuovo tetto e un nuovo fondo del serbatoio.

Una volta terminati i complessi interventi alla lamiera, la carrozzeria della 911 2.5 S/T è stata sottoposta a cataforesi (KTL, verniciatura catodica ad immersione) e rivestita con uno strato protettivo anticorrosione secondo i più elevati standard attualmente impiegati nella produzione della vetture di serie. Per questo, la carrozzeria restaurata è stata appositamente introdotta nel ciclo dell’attuale produzione in serie Porsche. Infine, sono seguite la finitura e verniciatura della carrozzeria nell’originaria tonalità di colore giallo chiaro con il codice 117.


La 911 2.5 S/T restaurata fino al minimo dettaglio dal reparto Porsche Classic, può essere esaminata anche da un punto di vista storico. Rappresenta l’antenata diretta e il precursore tecnico iniziale della 911 Carrera 2.8 RSR, che dal 1973 in poi consacrò la sigla "RSR" come sinonimo di "vetture da competizione"(letteralmente: racing sport racing car) diventando, secondo la filosofia di Ferry Porsche, la quintessenza del costante sviluppo tecnologico delle vetture da corsa 911 e delle 911 di serie.