«Relativamente alla questione diesel, il Gruppo Volkswagen ha raggiunto un accordo in linea generale con il Dipartimento di Giustizia - divisione ambiente, l'agenzia EPA e il CARB, con il pieno coinvolgimento della Commissione federale per il commercio. L'accordo sarà integrato in una delibera vincolante da parte del Dipartimento di giustizia e del FTC nelle prossime settimane». Così, il gruppo tedesco (in foto, il CEO Matthias Mueller; ndr) annuncia un'importante svolta negli sviluppi del dieselgate negli Stati Uniti. Il 21 aprile era la data ultima fissata dal giudice federale di San Francisco, Charles Breyer, perché le parti arrivassero a un punto condiviso su come risolvere la vicenda che coinvolge oltre 480 mila veicoli con motore 2.0 TDI non in regola con le emissioni inquinanti ed equipaggiati con il celebre defeat device per aggirare i controlli in sede di omologazione, ai quali sommare le 90 mila unità con motore 3.0 TDI.

Per scoprire nei dettagli le misure che sono destinate a essere adottate e messe a disposizione dei clienti americani, serve rifarsi all'udienza tenuta giovedì a San Francisco, nel corso della quale è emerso che i possessori delle 482 mila auto con motore 2.0 TDI serie EA189 potrebbero - secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg - scegliere tra la modifica del veicolo perché rispetti la normativa antinquinamento, la restituzione dell'auto a Volkswagen, che si accollerebbe il riacquisto, oppure, la cancellazione dei contratti di leasing sottoscritti. Indipendentemente dalla scelta, per tutti sarebbe prevista una compensazione sostanziale di tipo economico. Un ulteriore fondo verrebbe istituito quale "indennizzo" per i danni ambientali provocati dalle emissioni di NOx oltre i limiti.

La vicenda si avvia verso una risoluzione per quel che concerne la fetta più ampia del parco auto circolante coinvolto nel dieselgate, restando da definire le azioni sui veicoli con motore 3.0 TDI, per i quali il giudice ha sollecitato le parti al raggiungimento di un accordo. Nelle prossime settimane (la data ultima fissata dal giudice è il 21 giugno 2016) le parti dovranno perfezionare l'accordo generale e sottoporlo a Breyer per una valutazione. Volkswagen sottolinea come «l'accordo in via di definizione negli Stati Uniti non avrà rilevanza legale nei procedimenti al di fuori degli USA». Un modo esplicito per escludere qualsiasi prospettiva di rimborso o riacquisto dei veicoli venduti su altri mercati.

Non resta che attendere l'evoluzione della vicenda e la risposta dei proprietari delle auto coinvolte nel dieselgate, così da quantificare esattamente le ricadute economiche dell'adeguamento, riacquisto e indennizzo offerti dal gruppo.