L'industria auto inglese non vuole uscire dall'Europa. Brexit non è visto come un buon viatico per il futuro: le quattro ruote d'oltremanica ritengono decisivo il mantenimento di un accesso al mercato unico europeo.

"La nostra industria è profondamente integrata con l'Europa. E' il rapporto più importante che abbiamo".

Parole che non lasciano dubbi quelle di Mike Hawes, a capo dell'Associazione britannica dei costruttori e concessionari Smmt.

Inoltre ha domandato: "Un accesso completo e senza restrizioni al mercato unico, adesso e in futuro: è molto importante per i grandi gruppi che hanno investito nel Paese".

Le dimensioni contano. La Gran Bretagna ha prodotto 1,59 milioni di autonel 2015, di cui l'80% esportate verso l'Europa e conta oltre 800mila addetti nel comparto.

I grandi Marchi. Toyota, Nissan e Bmw con Mini, Ford e General Motors con Vauxhall hanno investito molto negli stabilimenti in UK e le perle britanniche, Jaguar, Land Rover, Bentley e Aston Martin sono di proprietà straniera. 

Altro che Brexit. Hawes ha auspicato l'eliminazione di possibili barriere per assumere dipendenti qualificati provenienti dall'Ue ed extra Ue in caso di mancanza di manodopera nazionale.