Fiat Firefly, i nuovi motori modulari 1,0 e 1,3 litri

Fiat Firefly, i nuovi motori modulari 1,0 e 1,3 litri

Vengono costruiti in Brasile ma arriveranno anche in Europa, hanno 77 e 109 CV

di Alessandro Vai

26 ottobre 2016

Nel 1985 debuttava il primo motore Fire da 1 litro sulla Autobianchi Y10, inaugurando l’era della famiglia Fire che non è ancora finita. Tutti i 1.4 T-Jet e Multiair montati sulle Abarth, Alfa Romeo, Fiat e Lancia, ma anche su Dodge e Jeep, sono propulsori appartenenti alla famiglia Fire e la loro vita sarà ancora lunga. I nuovi Firefly, infatti, sono aspirati e per ora vanno a coprire un range di potenze più basse, in attesa di eventuali versioni sovralimentate. Sono stati presentati in Brasile e debutteranno sulla Uno brasiliana a inizio 2017 per poi arrivare gradualmente nel resto della produzione, anche Europea, dove probabilmente andranno gradualmente a sostituire il 1.2 Fire da 69 CV.
 
I motori Firefly sono due unità a 3 e 4 cilindri da 1,0 e 1,3 litri che possono funzionare anche a etanolo, ma che soprattutto sono stati progettati secondo i criteri della modularità: in entrambi i casi, infatti, la cilindrata unitaria è di 333 centimetri cubici. Una soluzione che permette di abbassare notevolmente i costi industriali di produzione grazie all'ottimizzazione delle componenti condivise tra le due architetture. Il progetto è partito dal foglio bianco e prevede il blocco in alluminio, due valvole per cilindro con sistema di fasatura variabile, camere di combustione ad altissima efficienza e alternatori che possono ricaricare le batterie in di frenata.
 
Un mix che è funzionale ad avere una buona coppia motrice già ai bassi regimi: il 999 cc eroga 77 CV e 107 Nm a 3.250 giri, il 1.332 cc ha 109 CV e 139 Nm a 3.500 giri. Entrambi sono progettati per soddisfare i requisiti di durata minima di 240.000 km e sono costruiti nell’ impianto brasiliano di Betim, nello stato di Minas Gerais; sono realizzati in un'area dello stabilimento che occupa 22.000 metri quadrati e dispone di 186 robot: la capacità produttiva è flessibile, con un livello massimo di 400.000 propulsori l'anno.

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