Per gli automobilisti la radio è una compagna di viaggio unica. La prima cosa che accendiamo quando partiamo – dopo il motore – e l'ultima che spegniamo quando siamo arrivati. Magari aspettando qualche minuto per finire di ascoltare la nostra canzone preferita o il programma di cui non perdiamo una puntata. Insieme alle automobili, anche la radio si è evoluta. Dalle cassette siamo passati ai CD ai file MP3, che oggi trasferiamo dai nostri smartphone tramite Bluetooth. Quando non è l'auto stessa a connettersi a Internet.

Nella prima metà del secolo scorso la radio è stata il principale canale di comunicazione di massa. Telecronache avvincenti, notizie straordinarie e annunci terribili sono arrivati alle orecchie di milioni di persone attraverso il mezzo radiofonico. Poi, con l'avvento della televisione e del web, questo strumento ha perso il proprio ruolo esclusivo di informatrice ed intrattenitrice della società. Ma, contrariamente a quanto si sarebbe potuto pensare alla vigilia di ogni rivoluzione tecnologica, la radio è sopravvissuta. Si è ritagliata il proprio spazio, ha trovato nuovi estimatori e si è evoluta a sua volta.

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Ancora oggi la radio, attraverso il solo suono, è protagonista in moltissime vite. Un mezzo “caldo”, come alcuni lo hanno definito, capace di essere seguito con poca attenzione e di far volare l'immaginazione di chi la ascolta. Un mezzo di cui usufruire praticamente ovunque (anche grazie al supporto del web e dei podcast offline) per informarsi, aggiornarsi o semplicemente rilassarsi ed emozionarsi.

La giornata mondiale

L'Unesco ha deciso di celebrare questo mezzo unico con un appuntamento particolare: la Giornata Mondiale della Radio, che ricorre il 13 febbraio. Un gesto di riconoscenza nei confronti di uno strumento, quello radiofonico, che emoziona e interessa ancora milioni di persone. E che non è certo il rifugio di nostalgici allergici alle novità: secondo uno studio promosso da Wiko, il 58% dei giovani ascolta programmi radiofonici con regolarità.

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