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Immatricolazioni auto: l'Italia col -14% a gennaio 2021

Immatricolazioni auto: l'Italia col -14% a gennaio 2021

Il mercato col nuovo anno non parte bene (134.001 immatricolazioni), nonostante  gli incentivi. Anche Stellantis, al debutto, fa registrare un inizio negativo: -21,7%

di Redazione

2 febbraio

La crisi che si è scatenata nel 2020 a causa della pandemia pesa ancora sul settore automotive. E si vede dai numeri: le immatricolazioni in Italia per gennaio 2021 sono 134.001 auto, il -14% dello stesso mese dello scorso anno. Ad aggravare una situazione non troppo rosea, quella del mercato auto italiano, si è aggiunta anche la crisi di governo. Ma c’è il bicchiere mezzo pieno da vedere, come spiega il Centro Studi Promotor: senza i due giorni lavorativi in meno la flessione sarebbe stata più contenuta (intorno al 4,97%), a fronte di veri e propri crolli registrati dai principali mercati europei.

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Il ruolo degli incentivi

Il calo c’è, è evidente, ma è stato contenuto grazie agli incentivi e su questo argomento interviene Unrae. Secondo l'associazione delle case estere in Italia, nel 2021 saranno vendute 1.550.000 auto (ma ancora siamo lontani dai livelli 2019, il -19%). Tutte le associazioni della filiera chiedono un rifinanziamento degli incentivi: “Per continuare a sostenere il mercato dell'auto e, con il mercato dell'auto, l'economia - osserva Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - è necessario che il Governo provveda a integrare in maniera sollecita e adeguata lo stanziamento per incentivi alle auto con alimentazione tradizionale (benzina, gasolio, gpl e metano) con emissioni di CO2 non superiori a 135 gr/km”.

I dati di gennaio 2021

Ma come sono andati i marchi a gennaio 2021? Partiamo dalla neonata Stellantis. La sua quota è pari al 39,2% del mercato italiano (l'anno scorso Fca e Psa, separate, avevano complessivamente il 43,1%). Le immatricolazioni sono state 52.542, il 21,7% in meno dello stesso mese del 2019: 30.660 per Fca, in calo del 23,2% (quota dal 25,6 al 22,9%), 21.882 per Psa, il 19,6% in meno (quota dal 17,5 al 16,3%). Se la cava bene Toyota: +18% e 5% di quota su mercato. Anche Suzuki cresce, +21%. Segni positivi anche per Mercedes (+12,1%), Audi (+3,4%) e BMW (+1,8%).

Gennaio, un mese svantaggiato

Il mese d'apertura del 2021 - spiega Paolo Scudieri, presidente dell'Anfia - parte svantaggiato a causa di 2 giorni lavorativi in meno rispetto a gennaio 2020. Anche i primi giorni del mese, con l'ultima parte delle festività in zona rossa, possono aver indotto i consumatori a rimandare gli acquisti, nonostante la piena attività dei concessionari, mentre la crisi di Governo ancora in corso ha aggiunto un ulteriore fattore di incertezza in un momento storico già particolarmente difficile”.

Riflessioni anche da parte di Federauto, la Federazione dei concessionari auto, nella persona del presidente Adolfo De Stefani Cosentino: “Se non fosse stato per il contributo dei primi acquisti attivati dai nuovi incentivi, operativi dal 18 gennaio, il risultato finale sarebbe stato pesantissimo, un vero e proprio crollo”. E a lui fa eco il presidente di Unrae Michele Crisci: “I programmi del Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresentano un'occasione storica per l'Italia, fondamentali per il decollo della mobilità verde e il rilancio del settore automotive, con benefici per l'ambiente, la stabilità occupazionale e il bilancio dello Stato”.

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