Lamborghini Aventador Ultimae, Canto del Cigno per il V12

Lamborghini Aventador Ultimae, Canto del Cigno per il V12

Lamborghini presenta la Aventador Ultimae massima espressione e capitolo finale del glorioso V12 aspirato di Sant'Agata. Dopo di lei, sarà rivoluzione

di Lorenzo Moro

7 luglio

A poche ore del celebre Festival of Speed di Goodwood, che si svolgerà da domani 8 luglio all'11 luglio, Lamborghini ha sollevato i veli dalla Aventador Ultimae, canto del cigno della mitica supercar di Sant’Agata Bolognese. Con lei andrà quindi in pensione non solo una delle auto più importanti della casa emiliana - da ricordare che, in 10 anni di produzione, la Aventador ha venduto più V12 di quante ne abbia vendute Lamborghini nella sua storia fino al 2011 - ma anche ultima incarnazione di un tipo di auto nata nel 1972 con la sfrontata e indimenticabile Countach. 

Tuttavia, come se non bastasse, questo addio ha un sapore un po’ amaro: anche Lamborghini, per quanto la si possa considerare produttrice di sogni e si tenda a volerla esentare dalle noiose regole valide per la auto “normali”, deve adattarsi a questo mondo dell’auto in cambiamento e quindi, con la Aventador, ad andare in pensione è anche il suo leggendario cuore, quel mastodontico V12 simbolo stesso della casa di Sant’Agata da quando apparve per la prima volta sotto alla 350 GT del 1963.

Lamborghini Aventador Ultimae, addio V12

Lamborghini Aventador Ultimae, addio V12

Ecco le foto della Lamborghini Aventador Ultimae, l'ultima V12, per come siamo abituati a conoscerle, prodotte a Sant'Agata Bolognese. Dopo di lei, le prestazioni saranno aiutate dall'elettrico, probabilmente con un tipo di alimentazione sviluppato dalla tecnologia usata sulla Sian

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In versione coupé e roadster, ma produzione limitata

Ne verranno prodotti solo 600 esemplari (350 in versione coupé, 250 roadster, tutte numerate), 600 auto che rappresentano l’apice di tutto il percorso - stilistico e tecnico - che ha segnato l’evoluzione della Aventador: meccanica, telaio e tutto quello che sta sotto la pelle appartiene alla Aventador SVJ, la più cattiva fra le Aventador, mentre la carrozzeria e il design degli esterni ricalca la Aventador originaria del 2011, rinunciando così a tutte le appendici aerodinamiche e dando vita ad ‘auto che è un tributo - scolpito nel metallo e nella fibra di carbonio - all’ultima reincarnazione della supercar Lamborghini per eccellenza. Grazie infine alla rinuncia agli alettoni che tanto caratterizzano la SVJ e ad un boost di potenza di ulteriori 10 cv - per un totale di 780 cv a 8.500 strepitosi giri al minuto - la Aventador Ultimae si guadagna la targhetta LP 780-4 e il vanto di essere la più potente V12 aspirata (e non elettrificata) di serie mai uscita da Sant’Agata nonché la più veloce fra le Aventador, con una velocità massima superiore ai 350 km/h. 

Lamborghini Aventador Ultimae, lunga vita al V12

Lamborghini Aventador Ultimae, lunga vita al V12

Ecco la Lamborghini Aventador Ultimae, canto del cigno per il V12 di Sant'Agata Bolognese. La massima espressione del motore più nobile, saluta con un ultimo capolavoro

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Le caratteristiche

Le chicche che Lamborghini ha infine voluto riservare per rendere la Aventador Ultimae speciale sono numerose anche andando a guardare i dettagli della vettura: prendendo a piene mani dal programma di personalizzazione Ad Personam, Lamborghini ha deciso di proporre per la Ultimae una lunga serie di tinte e materiali per rendere - se fosse possibile - ancor più speciale una vettura che non ha bisogno di presentazioni. Fra le varie tinte disponibili, c’è da segnalare la possibilità di aver l’auto in due colori tono su tono chiaro/scuro, una scelta utile per enfatizzare la dinamica della Aventador anche da ferma, facendola sembrare una freccia pronta a scoccare dall’arco dei suoi 780 scalpitanti cavalli.

Lunga vita al V12

A questo punto non resta che godersi, per un’ultima volta ancora, la classica supercar made in Sant’Agata Bolognese perché, dopo di lei, a quanto pare le cose cambieranno. Non sappiamo come, in Lamborghini tengono le bocche cucite, sappiamo solo che la Aventador avrà una erede ma che non è ancora noto quale sarà il suo propulsore. Winkelmann ha detto “lunga vita al V12”, c’è solo da capire in che salsa saranno conditi - o elettrificati - questi dodici cilindri i quali, molto probabilmente, diranno addio all’approccio “vecchia scuola” e alle grosse cubature viste finora.

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