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Nuova Lamborghini Countach, la rinascita di un mito

Nuova Lamborghini Countach, la rinascita di un mito

La Casa del Toro stupisce il Mondo come 50 anni fa, presentado una vettura tributo, in serie limitata, alla supercar che cambiò per sempre l'industria automobilistica

di Lorenzo Moro

13 agosto

All’improvviso, il vento cambia. Le foglie, un momento fa stese per terra a testimoniare un inverno da poco terminato, si alzano, mulinando via sospese dall’aria. Il cielo, un momento fa sereno, si addensa, assumendo d’un tratto le tinte della cenere. La quiete che regna sul mondo dell’automobile sta per essere sconquassata da un temporale di acciaio e alluminio, di follia e passione. È il 1971, siamo al Salone internazionale di Ginevra e Lamborghini cala l’asso: nulla sarà più come prima, stupore, meraviglia, emozione… in una parola sola, Countach.

Nuova Lamborghini Countach, il ritorno di una superstar

Nuova Lamborghini Countach, il ritorno di una superstar

Ginevra 1971 - Monterey, California, 2021: 50 anni dopo è di nuovo, strepitosamente, Countach. Lamborghini ci ha messo mezzo secolo per trovare il coraggio e la forza per rispolverare il suo modello più mitico e immaginifico e dare vita ad una di quelle “operazioni nostalgia” che recentemente abbiamo visto spesso nel mondo dell’auto. Eccola con un nuovo sistema ibrido a 48 Volt con tecnologia a supercapacitore, per un totale di 814 furibondi cv (780 motore termico, 34 sistema ibrido) a 8.500 giri al minuto e 720 Nm di coppia a 6.750 giri al minuto, il tutto per una folle velocità massima di 355 km/h

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Meravigliosa operazione nostalgia

Ginevra 1971 - Monterey, California, 2021: 50 anni dopo è di nuovo, strepitosamente, Countach. Lamborghini ci ha messo mezzo secolo per trovare il coraggio e la forza per rispolverare il suo modello più mitico e immaginifico e dare vita ad una di quelle “operazioni nostalgia” che recentemente abbiamo visto spesso nel mondo dell’auto. Un esempio, tanto per restare sulla spiaggia di Monterey, potrebbe essere la strepitosa Bugatti Centodieci di due anni fa, spavaldo tributo alla “vecchia” EB110 di Artioli e Campogalliano. I richiami alle glorie del passato non sono una novità assoluta in quel di Sant’Agata Bolognese anche se spesso queste vetture sono rimaste allo stadio prototipale - come dimenticare la strepitosa Miura Concept del 2006 - ma con la Countach in Lamborghini hanno voluto fare le cose sul serio, dando la possibilità a un manipolo di fortunati (e facoltosi) clienti di mettersi in garage quella che, ne siamo sicuri, è già una delle auto più desiderate del pianeta. Siamo abbastanza sicuri che chiunque, specialmente quelli nati a cavallo fra gli anni ’70 e ’80, vedendo queste forme sente prudere le mani, chiunque.

La perfezione dei dettagli

Una tentazione al limite del viscerale, quella che questa Countach riesce a smuovere che non è però da biasimare: bella in modo drammatico, la nuova Lamborghini Countach LPI 800-4 riesce in un sol colpo di portiera (a forbice, e come altrimenti?) a far sembrare datata la Countach originaria, segnale inequivocabile che la nuova arrivata ha colto nel segno. D’altronde non dev’essere stato un compito facile quello che Lamborghini ha affidato a Mitja Borkert: prendere una delle automobili più iconiche della storia e ricrearla, mantenendone inalterato fascino e appeal. Non dev’essere stato facile ma, adesso che il velo è stato tolto, possiamo affermare tranquillamente che Mitja ha portato a casa il risultato in maniera eccellente: la vicinanza stilistica fra questo nuovo bolide e l’originaria Countach LP400 è totale ma la nuova vettura sposta l’asticella un po’ più in alto, con proporzioni da capogiro, dettagli da mancamenti e, nel complesso, una presenza scenica da vera superstar.

Lamborghini Countach, il ritorno della leggenda

Lamborghini Countach, il ritorno della leggenda

A 50 anni dalla sua apparizione, la Lamborghini Countach ritorna ad emozionare e far sognare. Ecco come la Casa del Toro ha reinterpretato, in chiave moderna, le caratteristiche di un mito dell'automobilismo

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I punti di unione tra passato e presente

Si possono passare minuti, che dico, ore, a girare attorno a questa nuova Countach ricercando questo o quel dettagli che richiamino alla Countach delle origini: ci sono i fari, rettangolari e in plastica bianca traslucida (peccato che non si possano omologare vetture con i fari a scomparsa), la piccola presa d’aria rettangolare nella parte più estrema del muso, il piccolo cofano trapezoidale con la sue bella feritoia, le esagerate prese d’aria laterali (peccato si sia persa la forma NACA).

L’esperienza visiva di questa Countach raggiunge però il suo apice guardando la vettura di tre quarti posteriore: tutta l’auto sembra slanciata in avanti, come se dai gruppi ottici posteriori la Countach nascesse venendo sparata verso l’orizzonte; tutte le linee, tese, affilate e decise, conducono l’occhio verso un punto di fuga immaginario posto qualche metro davanti alla vettura, facendola sembrare capace di far scattare un autovelox anche da ferma. Respiriamo, ritroviamo la calma e analizziamo con lucidità il largo - larghissimo - volume posteriore della nuova Countach, caratterizzato dai passaruota spigolosi e, come nella Countach originaria, dalla parte inferiore del paraurti tagliato in maniera netta per scoprire civettuola la ruota, quasi come se il retrotreno dell’auto fosse come una gonna alzata da un malizioso refolo di vento (giustamente) curioso. La lista dei dettagli che richiamano questo o quel particolare della Countach originaria è praticamente infinita e la pratica del cercarli tutti dà così gusto che vogliamo lasciare a voi lettori il piacere della scoperta. A voler essere pignoli, possiamo solamente rimproverare a Lamborghini un po’ di mancanza di coraggio nei gruppi ottici posteriori, presi di peso dalla Sian quando invece, fatto 30, si poteva fare 31 con sei bei fari rettangolari (magari questa volta non presi in prestito da una vecchia Alfetta): sarebbe stata la ciliegina su una torta che, comunque vada, non potrebbe essere più ghiotta.

Lamborghini Countach raccontata da Borkert

Lamborghini Countach raccontata da Borkert

Mitja Borkert ci racconta tutti i segreti del progetto della nuova Lamborghini Countach

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La scheda tecnica

Strepitosa fuori, più standard - se la parola standard si può usare davanti ad un oggetto del genere - sottopelle: sotto la carrozzeria della nuovissima Countach LPI-800-4 si nasconde infatti il telaio e il powertrain della Sian, con il classico V12 aspirato da 6,5 litri in posizione longitudinale posteriore, aiutato nel suo funzionamento da un sistema ibrido a 48 Volt con tecnologia a supercapacitore, per un totale di 814 furibondi cv (780 motore termico, 34 sistema ibrido) a 8.500 giri al minuto e 720 Nm di coppia a 6.750 giri al minuto, il tutto per una folle velocità massima di 355 km/h. Come per la Sian la trazione è integrale permanente e il cambio è un automatico a 7 rapporti. Anche gli interni, nonostante i rivestimenti rossi, purtroppo hanno perso un po’ di quell’appeal alla Miami Vice per rimanere più fedeli a quanto proposto dalla attuale gamma Lamborghini e, a parte alcuni dettagli, l’abitacolo della nuova Countach è molto simile a quello della Sian.

Tributo riuscito

Insomma, raccolta la mandibola e superato l’iniziale sbigottimento, è possibile analizzare la nuova Countach con un po’ più di razionalità e ragionevolezza: solo in questo modo si potrà constatare che sotto ad una carrozzeria mozzafiato si nasconde una Lamborghini Sian e che quindi quella che abbiamo di fronte, a voler essere glaciali, non è altro che una Lamborghini Aventador vestita a festa: questa non è una “nuova Countach” quanto piuttosto un tributo stilistico alla meraviglia di Gandini che 50 anni fa cambiò per sempre, non solo il mondo dell’auto ma la storia della Lamborghini. 

Lamborghini Countach raccontata da Reggiani

Lamborghini Countach raccontata da Reggiani

Maurizio Reggiani ci racconta come è nato il progetto della nuova Lamborghini Countach

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Tiratura limitata

Ora, finito di fare come la più classica delle volpi nei confronti di un grappolo d’uva irraggiungibile, possiamo ritirarci nelle nostre stanze, consci del fatto che Lamborghini produrrà solo 112 di questi capolavori - come il codice progetto della Countach originale -, proposti ad una selezione di clienti a 2 milioni e 10 mila euro l’una. Peccato, anche stavolta, come 50 anni fa, toccherà procurarsi un post da mettere in cameretta, in attesa che da Maranello se ne escano con un remake della Testarossa.

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