Il nuovo corso della Volvo, acquisita nel 2010 dai cinesi della Geely, ha anche il volto di Thomas Ingenlath, un simpatico quanto determinato tedesco che si è guadagnato i galloni di responsabile del design. Arrivato a Goteborg con trascorsi in Skoda e Volkswagen, si è subito occupato dello sviluppo estetico della XC90 ed è sotto la sua guida che è stata disegnata la S90. La vettura segna il ritorno in grande stile del marchio svedese nel settore delle berline di prestigio. Ingenlath è semplicemente entusiasta di come si lavora oggi in Volvo e delle opportunità che gli sono state offerte: “Mai – esordisce – il design ha avuto tanta importanza presso la Volvo, e noi abbiamo il pieno appoggio della presidenza. Nel pensare alla S90 il primo input è stato quello di adottare un design tipicamente scandinavo, che distinguesse l’auto da tutte le altre, come è successo per tutte le Volvo del passato. Una volta erano le forme squadrate e i grandi paraurti a caratterizzarle caratterizzarle, oggi bisogna rendere il design scandinavo percepibile in maniera diversa”. CHIEDIAMO a Ingenlath quali difficoltà ha dovuto superare per disegnare la S90: “Prima di tutto avevamo dei dubbi che il funzionale ed essenziale design svedese potesse avere successo su un’automobile di prestigio, del cosiddetto segmento premium. Abbiamo comunque fatto dei sondaggi per sapere quello che secondo la potenziale clientela può essere bello, superando questi dubbi e ritrovandoci tutti d’accordo. Una delle maggiori difficoltà è stata comunque quella di trasferire lo stile in generale e la forma di alcuni particolari nella fase di produzione finale”. Volvo S90, Salone Detroit 2016 (3) Quali sono, secondo, lei, i punti forti della S90? “È una berlina di nuova generazione, che credo abbia delle proporzioni e un disegno della superficie vetrata che anche alcuni altri marchi di prestigio sarebbero contenti di avere. L’abbiamo bene anticipata con la Concept Coupé presentata al Salone di Francoforte del 2013, con un’impostazione estetica che abbiamo ripreso quasi in blocco. Ha tratti inconfondibili nel disegno delle luci anteriori a Led (che ricorda il martello del dio scandinavo Thor n.d.r.), nei gruppi ottici posteriori e nella forma di padiglione e nei vetri allungati all’indietro. Oltre che, naturalmente, nella griglia della presa d’aria anteriore che ha 23 barrette concave mentre la XC90 le ha convesse. Secondo noi può avere notevole successo presso chi cerca un’auto diversa in questo settore di prestigio”. UN ASSO nella manica sono gli interni. “Anche lì abbiamo cercato di proporre uno stile tipicamente svedese, con un mix tra funzionalità ed eleganza. Abbiamo particolari inediti, come le bocchette dell’aria semplificate con un comando chiamato “air blade”. La plancia ha linee definite con un touchscreen che si può usare con i guanti ed è tre volte più luminoso di un iPad. Abbiamo studiato soluzioni specifiche come pregiate finiture in legno a tre dimensioni. Tutto per dare un’impronta inconfondibilmente scandinava anche agli interni”. Interior Tunnel Console Volvo S90   Quante persone lavorano al centro Design della Volvo? E come l’avete organizzato? “Il centro di Goteborg impiega circa 200 persone, ma ce ne sono una ventina in quello di Camarillo, in California, e altre venti in quello di Shanghai. Alla fine siamo una grande squadra, con idee a volte in concorrenza tra loro. C’è competitività, ma nessuno blocca la creatività degli altri. Io desidero entrare in tutti i dettagli, insieme agli altri naturalmente. C’è un nuovo spirito dopo la vendita del marchio; in quel momento decisivo c’è stata una grande ripartenza da zero che ci dà, ora, l’opportunità di creare da soli il nostro futuro. Dalmio punto di vista tutto questo è entusiasmante, e forse è stato ancora più facile per me crederci essendo venuto da fuori”. Il futuro della Volvo? “Ci sono 12 modelli in arrivo, e nel giro di tre anni e mezzo la XC90 sarà la vettura più vecchia in produzione. Di sicuro la S90 è stata progettata per la tecnologia ibrida, che precederà l’arrivo delle auto completamente elettriche. Quanto alla guida autonoma, se ne sente parlare in termini anche troppo ottimistici. Dal mio punto di vista sarà possibile usufruirne in condizioni particolari e temporaneamente, in caso di coda o di traffico intenso, dopo averla introdotta a piccoli passi come abbiamo fatto noi con la S90 che, per esempio, permette di usufruirne sino a 130 km/h di velocità pur mantenendo almeno una mano sul volante. Non credo però che arriveremo presto ad automobili con il guidatore che potrà girarsi completamente all’indietro lasciando alla vettura la completa responsabilità di portarlo a destinazione”.