La mortalità sulle strade, specialmente quella dei giovani, continua a essere un probelma cruciale e irrisolto per la sicurezza. Proproniamo l'analisi di Giordano Biserni, presidente di ASAPS, l'Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale.

Il terribile schianto di Taranto, dove sei giovanissimi hanno perso la vita,  costituisce la tragica conferma che la mortalità giovanile anche dopo l’approvazione della legge sull’omicidio stradale non segna il passo, anzi nei primi mesi del 2016 è in incremento. Nessuno si poteva fare illusioni che l’omicidio stradale da solo potesse incidere in modo determinante sulla sinistrosità mortale e grave, semmai la legge inciderà progressivamente sulla vera giustizia applicata ai colpevoli dei più gravi delitti della strada.
Però questa situazione impone alcune doverose domande. Come mai dopo il rallentamento del trend positivo del 2014 dal 2015 e 2016 assistiamo ad una  negativa inversione di tendenza dei dati della sinistrosità stradale anche mortale?

Crediamo che alcune risposte possano essere trovate. Innanzi tutto gli incidenti di questi mesi segnalano in modo evidente che attribuire un ruolo determinante di contrasto al solo utilizzo dell’elettronica sia col preziosissimo tutor, sia con gli autovelox e i misuratori di velocità o con l’elettronica in contrasto alle violazioni semaforiche non basta. E’ netta la sensazione che la stagione del cosiddetto accertamento delle violazioni “a remoto” o a distanza che dir si voglia, abbia  fatto il suo tempo e non può assolutamente bastare.

La musica della sicurezza stradale non può essere a prevalenza elettronica, servono solisti in divisa capaci di intercettare le violazioni che a remoto non saranno mai certificate, come la guida in stato di ebbrezza (le cui verifiche con gli etilometri ci sembrano in deciso calo) o quella sotto l’effetto di stupefacenti, verifica complessa e saltuaria,  per non parlare de dilagare incontrastato dell’uso del cellulare alla guida ormai anche nel più pericoloso utilizzo in messaggistica, di fatto impunito, o il mancato uso delle cinture. Anche per intercettare gli sforamenti dei tempi di guida, dei salti di riposo per i conducenti dei veicoli pesanti e i taroccamenti dei cronotachigrafi servono schiere di agenti qualificati in divisa e sulla strada. Le spending review degi anni scorsi hanno aperto vuoti e innalzato età medie fra  le varie forze di polizia che ora cominciano a lasciare il segno dal punto di vista dell’efficacia operativa.

Le pattuglie -  è sotto gli occhi di tutti -   sono sempre meno presenti e nel contempo il personale deve fare i conti prima con la criminalizzazione degli stessi autovelox il cui utilizzo ormai richiede filtri di preavviso che rasentano ormai la comunicazione diretta e personale al singolo automobilista, e anche la continua messa in discussione dei limiti sull’uso dell’etilometro, non “affidabile” quando è troppo freddo, troppo umido o troppo caldo. Tutto questo solleva perplessità e crescente demotivazione fra il personale delle forze di polizia. 
L’incidente della statale 7 fra Castellaneta e Laterza,  evidenzia anche  il contributo al verificarsi di un evento tragico del sistema strada, ancora molto insidioso in particolare su alcune arterie del sud.

Un discorso a parte meriterebbero poi le cosiddette stragi del fine settimana e del sabato sera in particolare, un tempo prerogativa dei territori de elezione come la riviera romagnola, di quella veneta o della zona dei laghi, oggi invece molto  frequenti anche nelle regioni del sud, dove il modello del divertimento esasperato del tirar tardi e poi ripartire e della confidenza con gli alcolici è arrivato più tardi e inserito in  una rete stradale che drammatizza l’errore. Sono inoltre mancate al sud  le specifiche campagne comunicative di contrasto come quelle attivate nelle indicate regioni del nord.
I gravi incidenti e il loro lievitare del 2015 e 2016 ci dicono che il sistema della sicurezza stradale ha bisogno di una precisa revisione e correzione nelle sue modalità di contrasto e questo si può fare solo con le maglie più fitte degli agenti sulle strade, ormai sempre più occasionali. Diversamente dovremo rassegnarci a questo evitabile e colpevole incremento di vittime.
 
 
Giordano Biserni
Presidente ASAPS