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Honda HR-V, test del SUV compatto

Honda HR-V, test del SUV compatto
Design, 1.6 diesel e 1.5 benzina con un comportamento stradale di livello: da ottobre a 20.350 euro di prezzo

di Redazione

30 giugno 2015

Lisbona SUV sportivo e compatto, l’Honda HR-V ha ben poco a che vedere col suo antenato, la prima serie, del 1999, che in Italia ebbe un buon successo. I tempi sono cambiati, e il nuovo modello, disponibile in concessionario da ottobre, mostra bene i muscoli. Ben definiti, con un carattere non banale. Originale nei suoi 4,30 metri di lunghezza l’Honda HR-V dovrà tirare fuori gli artigli perché nella sua classe, quella dei B-SUV, i crossover di dimensioni contenute, ma di grandi ambizioni, la lotta è serrata a tutte le latitudini. L’auto giapponese si presenta con doti non banali, in linea con la tradizione Honda, per certi aspetti fuori dal coro (vedremo perché) ma certamente rigorosissima dei contenuti tecnici e con un’estetica che non passa inosservata. Non è la sorella minore della CR-V, ma un modello a sé stante, con ambizioni più che motivate. La personalità è spiccata, con il frontale importante, le maniglie delle posteriori a scomparsa (dal 1997 tutti si sono ispirati all’Alfa Romeo 156) e la plancia avvolgente all’interno. Il look è giovanile, sportiveggiante, non esasperato. La silhouette atletica e le dimensioni non esagerate non inficiano però lo spazio: il passo è di 2,61 metri, ma soprattutto il serbatoio del carburante, posto sotto il sedile anteriore, libera parecchio spazio nell’abitacolo. I passeggeri posteriori stanno comodi, anche quelli corpulenti, pure con le gambe. Il resto lo fanno i sedili “magici” che regalano la possibilità di caricare oggetti lunghi fino a 2,5 metri e una capacità di carico che va da 453 a 1026 litri. La qualità degli interni, non è premium, ma non lascia adito a critiche. L’Honda HR-V in Europa sarà solo a trazione anteriore, disponibile con due motori, il 1.5 benzina i-VTEC, aspirato da 130 cavalli e 155 Nm di coppia, e il turbodiesel 1.6 i-DTEC capace di 120 cv e 300 Nm di coppia. Il primo disponibile anche con trasmissione CVT (a sette marce simulate) entrambi di serie con un cambio manuale a sei marce dalla leva cortissima e molto godibile. Su strada l’HR-V si comporta davvero bene. Sicuro negli appoggi, dinamico, con un carattere non certo dimesso, ma tutt’altro che indomabile. Mantenendo un confort più che adeguato. Soddisfa chi cerca una guida con ampi margini di sicurezza e confidenza e magari vuole pennellare anche qualche curva, senza esagerare, ovvio. Tra i due motori il diesel, sovralimentato e con il doppio di coppia a meno della metà dei giri (2.000 contro 4.600) si fa chiaramente preferire, di poco per lo spunto (0-100 in 10”0 contro 10”2) ma di molto per progressione ed primeggia come ovvio consumi (4,0 litri/100 km contro 5,2). Il 1.5 aspirato a benzina non demorde e, se abbinato al CVT garantisce una buona elasticità: l’ideale per chi non percorre molti km, ma desidera farlo nella massima rilassatezza. Con consumi comunque contenuti. Sono otto i colori disponibili, tra i quali un nero e un blu cangianti, tre gli allestimenti, Confort, Elegance ed Executive mentre i prezzi partono 20.350 euro per la Comfort benzina, fino a 27.250 per la versione top di gamme Executive con motore diesel.

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