A vederla così, sembra la sorella minore della Sportage e, in effetti, rispetto a quest’ultima, è più corta di 12 cm e più bassa di 10 cm. Così le nuove proporzioni allontanano la Niro dall’idea di suv, avvicinandola a quella di crossover, cioé di un’auto senza suggestioni fuoristradistiche (del resto la trazione è solo anteriore) ma votata alla versatilità. E i richiami stilistici alla Sportage, che è la Kia più apprezzata nel Vecchio Continente, gioveranno sicuramente ai destini commerciali della Niro, che debutterà nelle concessionarie italiane a settembre.

Per cominciare sarà disponibile solo con propulsione ibrida ma, più avanti, se il pubblico dovesse richiederlo, potrebbe arrivare anche una variante completamente elettrica, poiché la vettura è basata su una nuova piattaforma realizzata specificamente per sistemi di propulsione alternativi.

Non si tratta però di un’ibrida plug-in e la piccola batteria collocata sotto il divanetto viene ricaricata solo dal generatore di bordo e dal sistema di recupero dell’energia in frenata, quindi il motore elettrico da 32 kW serve soprattutto a coadiuvare il 1600 aspirato a iniezione diretta di benzina da 105 cv per migliorarne l’efficienza e ridurre consumi ed emissioni.

Se la batteria è completamente carica, comunque, è possibile viaggiare in modalità solo elettrica per un paio di km, sempre che si rimanga sotto i 50/60 km/h. Non solo: la funzione di “veleggiamento” permette, dopo aver raggiunto con la spinta del motore termico una velocità di circa 100 km/h, di mantenerla solo con la propulsione elettrica finché dura la riserva di energia.

Le prestazioni non sono propriamente sportive e la stessa Kia dichiara una velocità massima solo di 162 km/h e 11,5 secondi per passare da 0 a 100 km/h, ma su strada la Niro si muove con una buona disinvoltura nel traffico grazie alla disponibilità di coppia ai bassi regimi e al cambio automatico a doppia frizione a 6 rapporti che sfrutta bene l’erogazione del gruppo propulsore. E bisogna anche riconoscere a questa trasmissione è più gradevole ed efficace di quelle a variazione continua di rapporto utilizzate dalle concorrenti giapponesi.

Ai regimi alti, per la verità, anche sulla Niro il motore si fa sentire, ma il confort rimane buono, perché le sospensioni assorbono adeguatamente e le vibrazioni sono quasi nulle. Come sulle altre Kia, anche la Niro mostra una costruzione attenta e materiali pregevoli. L’abitabilità ai vertici del segmento permette di viaggiare in cinque senza disagi, mentre il bagagliaio ha una capacità nella media (427/1425 litri).

La Niro che abbiamo provato in anteprima a Francoforte era allestita in modo quasi sontuoso: offriva tutti i sistemi di guida impiegati dai modelli più evoluti del segmento C (compreso il cruise control attivo), i sedili anteriori riscaldabili e ventilati (e riscaldabili anche quelli posteriori), l’impianto di infotainment con i protocolli Apple CarPlay e Android Auto, il caricabatteria a induzione per il cellulare, la radio digitale, la selleria in pelle, i cerchi da 18 pollici e perfino a una presa di corrente a 220 volt. In pratica mancava solo il sedile posteriore scorrevole, che avrebbe incrementato ulteriormente la versatilità. La dotazione di serie delle Niro che saranno vendute in Italia è ancora in fase di definizione, ma Kia Italia pare orientata a puntare sulla generosità.  E, in questo caso, il listino potrebbe partire da 25/26 mila euro. Poco dopo la Niro debutterà in Italia anche la grande Optima ibrida plug-in e, via via, altri nove modelli a basso impatto ambientale entro il 2020. 

Kia Sportage, la video prova su strada