Land Rover Discovery, primo contatto: pronta a tutto

Che si tratti di binari fangosi, compatte strade sterrate, passaggi sulle rocce o superamento di fondi sabbiosi, si disimpegna in maniera esemplare

di Roberto Gurian

11 dicembre 2016

Scozia

Bisognerà aspettare almeno sino a febbraio per poterla avere in garage, ma la nuova Discovery ha già iniziato a far parlare di sé. Dopo averla vista in veste definitiva in occasione del Salone di Parigi, abbiamo avuto modo di provarla in anteprima assoluta in Scozia.

Quella che è la quarta generazione del modello ha poco da invidiare persino alla lussuosa Range Rover in fatto di confort e qualità delle finiture. Tutto questo in abbinamento a qualità da fuoristradista che i responsabili del marchio hanno voluto farci scoprire lungo gli impegnativi trail in terra scozzese. Alla guida delle due versioni di 3 litri a sei cilindri, la turbodiesel TDV6 da 258 cavalli e la Si6 a benzina da 340 cavalli, abbiamo affrontato tutto lo spettro delle difficoltà in offroad presenti sul principale terreno di collaudo della Land Rover.

Che si tratti di binari fangosi, compatte strade sterrate, passaggi sulle rocce o superamento di fondi sabbiosi, la nuova Discovery si disimpegna in maniera esemplare una volta scelta la regolazione più adatta del Terrain Response 2. E anche lasciano fare a lui in caso di incertezza. Il sistema di gestione elettronica della trazione, del motore e del cambio offre risposte immediate, con tempi di reazione nell’ordine del centesimo di secondo, adattando ogni parametro nel modo ideale in funzione delle condizioni di utilizzo della vettura. 

L’altezza dal suolo di 283 mm, un’articolazione delle ruote pari a 500 mm e angoli d’attacco, disimpegno ed uscita favorevoli contribuiscono, a loro volta, a rendere la nuova Land Rover quasi inarrestabile anche nel fuoristrada impegnativo.

La situazione è ulteriormente migliorata dalle sospensioni pneumatiche, con gli ammortizzatori ad aria che permettono di guadagnare altri 75 mm in altezza sino a 50 km/h di velocità e 40 mm se non si superano gli 80 orari. Per i patiti del fuoristrada c’è la possibilità di scegliere una scatola di rinvio a due velocità in alternativa a quella a una sola, abbinata a un differenziale Torsen. Nel primo caso la coppia motrice può variare da 0 al 100% tra avantreno e retrotreno, nel secondo si arriva al massimo al 62% davanti e al 78% dietro.

Tra le caratteristiche di rilievo c’è una capacità di guado sino a 900 mm di profondità, controllabile anche tramite l’innovativa schermata nel display centrale della consolle. Non è l’unica funzione offerta dal touchscreen da 10” che permette di controllare la distribuzione della coppia motrice e il lavoro degli ammortizzatori oltre ad offrire, in opzione, un nuovo assistente per la guida in fuoristrada. Con l’ausilio di tre telecamere, quest’ultimo permette di vedere dove si stanno mettendo le ruote anche in cima ai dossi dove solitamente si può solo intuire dove gira la strada.

I 480 kg di peso in meno contribuiscono alla superiore maneggevolezza della nuova Discovery, che avrà tra le frecce al suo arco la classe di interni lussuosi, la versatilità di una sette posti e una digitalizzazione spinta che permette il collegamento a vari dispositivi con il controllo di alcune funzioni tramite questi ultimi. Con lo smartphone, per esempio, si potrà scegliere la configurazione dei sedili preferita tra le 21 possibili con l’abbattimento separato di 6 schienali. Ma anche chiusura e apertura, climatizzazione, pianificazione degli itinerari e lettura di molte informazioni sono possibili con tablet, telefoni e persino smartwatch.

La vettura è in listino a partire da 52.700 euro nella versione turbodiesel con il quattro cilindri di 2 litri da 180 cavalli, che però sarà disponibile in Italia solo qualche mese dopo l’avvio delle vendite.

Land Rover Discovery, il test

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In Scozia per affrontare i percorsi più impervi

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