Si dice che l’abito non faccia il monaco, ma questa Renault Zoe opportunamente rivisitata non lascia spazio all’immaginazione. Sarà per il colore che richiama quello della Formula E della Scuderia e.dams, sarà forse per gli imponenti cerchi da 20 pollici che calzano la versione più sportiva degli pneumatici Michelin, ma tutto sembra improntato alla prestazione assoluta. E il fatto che il corpo vettura richiami nelle forme quelle delle Zoe tradizionali, non deve trarvi in inganno. Perché la Renault Zoe e-Sport Concept non ha nulla a che vedere con la citycar paladina dell’ambiante, né a livello di meccanica né tanto meno a livello di elettronica. La variabile Zoe è stata una scusante per mettere nero su bianco in poco meno di sei mesi, la follia elettrica di Renault Sport. Che gioca la carta dell’elettrificazione per dimostrare che la prestazione sia assoluta e non correlata solo ai cavalli vapore e agli ottani.

Sotto la carrozzeria in fibra di carbonio si cela un telaio tubolare in acciaio realizzato dallo specialista TORK Engineering, che prende forma dall’esperienza maturata anche da competizioni come il Trophee Andros. Una scelta tesa ad esaltare ovviamente l’impiego agonistico della vettura, che presenta così un biglietto da visita racing sotto ogni punto di vista. All’interno dell’abitacolo, oltre ai sedili a guscio made in Recaro, fa pure capolino un roll-bar di sicurezza e cinture a quattro punti d’ancoraggio.

Il legame con la Formula E si palesa sotto il fronte delle motorizzazioni. Due unità elettriche sincrone del tipo a magneti permanenti. Rispetto alla monoposto che con un solo motore sviluppa 270 cavalli di potenza, qui il dato complessivo è pari a circa 460 cv. Di fatto il propulsore della Formula E è stato depotenziato e impiegato su ciascuno degli assi. Ogni unità elettrica è capace di 320 Nm di coppia motrice. Una trazione integrale completamente elettronica. Elettronica che differisce dalla quella della monoposto da corsa, dovendo mettere d’accordo due unità e dovendo regolare la trazione su ogni singola ruota. Il pacco batterie è agli ioni di litio, ma differisce da quello usato solitamente sulle vetture elettriche. Ha delle specifiche che al momento non consentono l’industrializzazione su larga scala, ma solo un impiego specifico come può essere quello agonistico. L’intero pacco pesa circa 450 kg e ha una capacità di stoccaggio di 40 kWh. Quando la Zoe e-Sport Concept fa pendere l’ago della bilancia a quota 1400 kg.

Terminati i convenevoli di rito si passa all’azione. L’accesso è facile, peccato solo che la seduta non sia adatta a chi non ha trascorsi da fotomodello. Lo stesso dicasi per l’impostazione di guida, tagliata su misura per chi non supera il metro e 70 di altezza. Ma con un po’ di buona volontà una soluzione si trova. Il sedile è regolabile solo in senso longitudinale, altrimenti bisogna armarsi di chiave inglese. Fatta la premessa, a parte il volante e i pedali di acceleratore e freno, si chiude la visuale sull’abitacolo. Di fronte al pilota un sistema di acquisizione dati della AIM, che offre un quadro completo della vettura, carica compresa. Mentre nella porzione superiore della plancia, al centro, le manopole che regolano le 4 modalità di guida, la carica della batteria e il ripartitore di frenata. Lo sterzo, servoassistito elettricamente, sembra duro sulle prime. Ma quando il ritmo aumenta si fa via via più leggero, pur rimanendo “presente” quando si tratta di dare indicazioni a chi siede al volante. Diretto, ma non direttissimo nell’esecuzione.

La risposta del gruppo motopropulsore è ovviamente istantanea. Ma il fatto che sia l’elettronica la vera responsabile del moto, rende l’erogazione progressiva e mai brusca. Il che rende pressoché impossibile far pattinare le ruote. Questione ovviamente di regolazione.

Pur trattandosi di una vettura elettrica, sulla Zoe e-Sport Concept non è stato previsto un sistema di recupero dell’energia in frenata tipo Kers. Frenata che può fare affidamento su un impianto realizzato dalla AP Racing, dimensionato per una vettura da corsa che monta pur sempre cerchi da 20”. Non è presente il servofreno, quindi al primo impatto si ha la sensazione di arrivare lunghi. Bisogna pestare a fondo, magari affidandosi al piede sinistro, perché i limiti sono davvero alti. La Zoe non si sbilancia, potendo contare su una ripartizione dei pesi suddivisa in questo modo: 45% all’avantreno e il restante 55% al retrotreno. Nella guida in pista bisogna entrare in curva decisi, ritardando la frenata, quando la vettura è già in fase di sterzata. Questo per alleggerire l’asse posteriore, lasciando scivolare la Zoe, che vanta un passo da citycar. In uscita si può tornare a spingere senza la benché minima perdita di aderenza. Se il ritmo fosse stato questo durante la nostra breve presa di contatto, l’autonomia di Zoe e-Sport Concept sarebbe stata di circa una trentina di minuti. Ma poi ci sarebbero volute quasi dieci ore di ricarica per tornare a livelli ottimali.

Arrivati a questo punto c’è da chiedersi quale possa essere il futuro del prototipo Renault. L’ideale potrebbe essere un trofeo monomarca a seguito delle tappe europee della Formula E. Da parte dei francesi non ci sono state risposte negative, ma assolutamente possibiliste...toccherà aspettare.

Renault Zoe: scheda tecnico e listino