La patente rischia di volare via con una telefonata? La possibilità che questo succeda è reale e guidare con lo smartphone in mano costerà più caro: patente ritirata per 3 mesi, decurtazione di 5 punti oltre ad una sanzione pecuniaria che va da 160 a 640 euro, raddoppiata in caso di recidività.

La questione è nota: abbandonare il volante per impugnare il telefonino e rispondere a messaggi, chattare oppure a chiamate è decisamente pericoloso e lo dimostra la percentuale di sinistri, nell’ordine del 25%, imputabile proprio a questa cattiva abitudine.

Come ovviare al problema? I rimedi drastici che ci regala la tecnologia per evitare l’uso del dispositivo non mancano ma è pur vero che, sempre grazie alla tecnologia, possiamo accedere a tutti i servizi dello smartphone in totale sicurezza, tenendo le mani (o almeno una delle due) ben salde al volante.

Il vivavoce Bluetooth, strumento che ci permette di collegare il telefono al sistema di infotainment di bordo e gestire le chiamate attraverso comandi vocali o appositi tasti funzione posizionati sul volante, è un accessorio presente su ormai moltissime auto, anche di fascia media. Opel con il suo sistema OnStar è stata fra i pionieri in questo campo, e lo stesso dicasi per Ford, che ha portato la piattaforma Sync sui propri modelli. Proprio dalla casa dell’Ovale Blu è arrivata di recente una buona notizia per tutti coloro che guidano una Ford prodotta dal 2016 in avanti: un aggiornamento del sistema Sync 3 (nello specifico la versione 2.2, da scaricare in modalità over-the-air o manualmente tramite chiavetta e porta Usb) renderà possibile l’utilizzo delle applicazioni Android Auto (supportata ad oggi da circa 300 modelli di auto) e Apple CarPlay con l’ausilio di smartphone, iPhone, iPad e tablet alla vettura.

I vantaggi? Presto detto: accedere a tutti i servizi delle galassie di Google (da Maps e Play Music) e di Apple, nonché ai messaggi e alle chiamate, interagendo direttamente sul display del sistema di infotainment, evitando di avere tra le mani lo smartphone associato. Audi e Volvo, da parte loro, hanno confermato di voler integrare una versione completa di Android nei computer di bordo delle loro prossime vetture (a fare da apripista la prossima Q8 e la V90 rispettivamente), puntando a rendere l’automobilista indipendente dal telefonino. Il tutto per fruire di tutta una serie di servizi, dalle indicazioni stradali alla musica in streaming di Spotify, dai consigli dell’assistente virtuale (Google Assistant, che salirà quindi anche in auto) alla possibilità di controllare la temperatura dell’aria condizionata, il tettuccio apribile o il posizionamento dei sedili. Per essere digitali al volante senza rischiare di incorrere in sanzioni e di mettere a repentaglio la propria e altrui vita, insomma, le soluzioni non mancano.

Gli esempi della Bmw serie 5 e della VW e-Golf vanno per l’appunto in questa direzione. L’iDrive Controller montato sulla berlina tedesca porta l’automobilista in una nuova dimensione di guida, abilitando l’interazione con la strumentazione di bordo attraverso comandi gestuali o vocali, tramite una tecnologia di riconoscimento del linguaggio naturale. Senza toccare un tasto e senza ovviamente distrarsi. Il ponte di comando dell’infotainment non è lo smartphone da collegare al cruscotto ma un monitor da 10,2” ad altissima definizione popolato da icone facilmente personalizzabili e utili per tenere sotto controllo ogni parametro vitale del veicolo. L’interazione contact-less è una prerogativa anche della nuova edizione della Golf elettrica, in cui campeggia l’Active Info Display, il cruscotto costituito da un display da 12,3 da cui gestire la connettività con lo smartphone e il sistema multimediale con i comandi gestuali.