Presentazione

Una Lotus comoda e con un divano dietro ai sedili anteriori.
Una bestemmia? Magari per i puristi del marchio inglese sì, abituati a delle due posti secchi, rigide come masagni, che pesano meno di una tonnellata; tutte quelle Elise, Exige e derivate, che da oggi devono accogliere un nuovo membro in famiglia. Perché è lecito, anche per Lotus, pensare in grande e allargare i propri orizzonti commerciali. Ed ecco dunque la Evora, primo progetto totalmente inedito dalla Elise del 1995, che deve assolvere una missione quanto mai complicata: da un lato conquistare nuovi clienti, con una maggior versatilità e comodità d'impiego rispetto alle Lotus dure e pure, ma dall'altra deve tenersi buoni gli affezionati del marchio, con un handling all'altezza della filosofia del fondatore Colin Chapman: “Aggiungi cavalli e andrai più forte in rettilineo, togli peso e andrai più forte ovunque”.
La domanda è scontata: riesce la Evora a soddisfare entrambe le cose? La risposta un po' meno perché dipende da molti fattori, alcuni dei quali soggettivi, che analizzeremo in queste pagine. Intanto, per chi avesse poco chiara la questione, rammentiamo che la Evora va a posizionarsi in quella nicchia dove bazzicano, ad esempio, pezzi da novanta come Cayman S e 370Z. Rispetto a queste due coupé la Lotus è meno potente, visto che il suo V6 3.5 aspirato di origine Toyota spreme 280 cavalli contro i 320 di Porsche e i 331 di Nissan.