Prestazioni

Porsche Cayman GT4

Saranno forse i sedili a guscio in carbonio, la cui esile ma robusta struttura filtra poco le vibrazioni e dunque arrivano dritte alla schiena. Sta di fatto che basta girare la chiave d’accensione e subito si crea quella speciale atmosfera che finora soltanto le 911 GT3 sapevano offrire al pilota Porsche. Sensazioni di coesione meccanica fra corpo e macchina, di efficacia e precisione di guida, di grandi soddisfazioni soprattutto fra i cordoli.

La GT4, tra l’altro, regala anche ai cultori del genere quell’emozione che sulle più recenti GT3 non è più possibile provare: usare il piede sinistro per quell’ormai ignoto pedale chiamato frizione. Che in questo caso, per la verità, è anche piuttosto duro da azionare e dopo due ore di traffico urbano rimpiangi quasi un PDK. Ma per tutti gli altri usi che non siano la città, il poter modulare la partenza e cambiare a piacimento con una leva dalla corsa corta e dagli innesti secchi, a nostro avviso è un plus che depone a favore del piacere di guida.

Ma partiamo dal motore. A una cubatura elevata corrisponde una coppia corposa. Dunque, tutti coloro che pativano carenze di elasticità con i boxer più piccoli della famiglia Cayman, qui troveranno pane per i loro denti. Il “tre-e-otto” mette sul piatto 420 Nm e la solita proverbiale rotondità di funzionamento dei 6 cilindri di Stoccarda, che non si offendono nemmeno se chiedi loro di riprendere da 800 giri di rotazione in sesta marcia.

La cosa che stupisce subito è quindi quella di guidare una Cayman dotata di un tiro ai medio-bassi mai provato prima, caratteristica che fa gioco sia nella guida sportiva per uscire unti dalle curve, sia nell’impiego turistico perché il cambio puoi lasciarlo lì dov’è. Passati i 4500 giri circa, inizia però la festa: il cambio di passo dell’erogazione, accompagnata dalla tipica variazione di tonalità data dal VarioCam Plus, proiettano l’ago del contagiri in quella fetta del quadrante più consona alla guida sportiva, dove ci sono reattività e cavalli ad ogni input dato al pedale dell’acceleratore. L’allungo, diciamolo subito, non è quello della 911 GT3 che a novemila canta quasi come una RSR da corsa. Ma con 7800 giri non c’è da lamentarsi. E in particolare, non ci si potrà mai lamentare del sound prodotto dai due scarichi centrali perché si tratta di qualcosa di sopraffino. Dovesse poi dar fastidio, c’è il solito tasto sul tunnel che permette di chiudere o aprire le valvole. Ma se pensate di viaggiare sempre a scarichi chiusi, allora vuol dire che avete sbagliato vettura...

Capitolo curve: la GT4 nasce per questo e non vi deluderà. Rispetto a una Caymannormale, la prima cosa che si nota appena infilate la prima piega è la quasi totale assenza di rollio e la rapidità e la precisione d’inserimento. Non c’è paragone davvero. Ma anche rispetto a una 911 GT3, questa GT4 sfodera un bilanciamento addirittura più omogeneo, che la rende un po’ meno sensibile ai trasferimenti di carico e ai rilasci del gas in curva. La sensazione che permane durante la guida è quella di un grip meccanico eccezionalmente elevato. Addirittura eccessivo se le condizioni della pista non sono ottimali, ad esempio con elevato grip dell’asfalto e alte temperature. In quel caso, infatti, le specialistiche Michelin attaccano più del dovuto e la eccessiva stabilità del retrotreno fa affiorare un po’ di sottosterzo. Ma in tutte le altre situazioni, la GT4 risulta pressoché neutra ed è possibile anche, giocando sporco, divertirsi con derapate facilmente controllabili.