Video del giornoNon voglio scendere nella diatriba che ha appassionato molte persone in questi ultimi giorni se la nuova Ferrari Luce è bella o brutta, se è una Ferrari o una Tesla per ricchi. Ritengo però che, se parliamo di design, commentare o criticare una vettura senza averla vista dal vivo è sempre sbagliato. Io ero presente nelle due giornate stampa e quindi penso di avere un metro di giudizio più corretto di altri che hanno sentenziato, ma non mi esprimo. Detto questo però ci sono due temi importanti che vorrei affrontare in questo Auto Speed Date, ovvero se Ferrari doveva fare una vettura a zero emissioni e che ricadute potrebbero esserci all’interno del brand.
Ritengo che a Maranello erano costretti a portare avanti questo progetto, che è partito cinque anni fa con una gestazione certamente non breve ma dovuta al cambio di paradigma. Era stata annunciata agli investitori e tornare indietro non era possibile al netto di forti contraccolpi in borsa, più di quanto accaduto al lancio. In Ferrari non potevano fare come altri brand che visto l’andamento del mercato delle supercar a zero emissioni, hanno ritardato o posticipato il progetto. Ma in Ferrari c’era un altro elemento che non permetteva un dietrofront, John Elkann che voleva questa vettura.
La Luce è, se vogliamo, la prima Ferrari di Elkann in tutto e per tutto, ed forse quella che lo rispecchia di più, anche nella sua visione sulla mobilità futura. Infatti è lui che ha cercato LoveForm, il collettivo di San Francisco che l’ha progettata, ed è lui che ha rapporti diretti con Jony Ive e Marc Newson a scapito di creare tensioni con il Centro Stile di Maranello. E questo è il secondo punto delicato.
Perché la Luce non sta creando tensioni solo adesso che è stata presentata, con i commenti negativi, tanti, e positivi, pochi, oltre ad un’altalena della borsa che forse era prevista. La Luce ha creato non pochi “mal di pancia” anche a chi lavora a Maranello e che si è visto arrivare un progetto “bello e pronto” solo da rendere efficiente, si parla di cinque pesanti tomi di progetti. Che ripercussioni avrà questa situazione lo capiremo prossimamente ma certamente potrebbe destabilizzare certi equilibri delicati all’interno di alcune strutture, ma forse Elkann aveva previsto anche questo.
La Luce punta ad un cliente diverso da quello dove Ferrari ha partecipato fino ad oggi e infatti si parla di venderla, contrariamente a quanto accaduto fino ad oggi, a clienti che non posseggono già vetture di Maranello. Chi l’ha paragonata, o si aspettava un’auto come le supercar elettriche cinesi si sbagliava. I Marchi cinesi che hanno intrapreso questa strada hanno poco da perdere e molto da dimostrare.
La Yangwang U9 e la Zeekr 001 FR, per citare dei nomi, hanno filosofie progettuali diverse, contrariamente Porsche con le Taycan sta pagando pesantemente errori che Ferrari con la Luce non ha fatto e che potrebbe essere paragonato al progetto di Jaguar. Una sterzata netta verso un mercato diverso. Il vantaggio per la Casa di Maranello è che comunque continuerà a produrre vetture con il V12 e il V8, la Casa inglese no. La certezza comunque è che la Luce, piaccia o non piaccia, comunque venderà perché il suo pubblico, diverso da quello delle “altre” Ferrari c’è, e poi non è certamente una Panda che deve fare volumi.
Andrea Brambilla
Direttore Responsabile Auto
28 maggio