Ha un nome e qualche dettaglio in più, il crossover che Nissan svelerà al Salone di Francoforte 2015. A breve distanza dal primo teaser arrivano due immagini ulteriori, sufficienti per sbirciare ancora le linee caratteristiche di quello che sarà Nissan Gripz Concept. Trae ispirazione dalla Datsun 240Z, vincitrice di un Rally Safari nel '71 e protagonista nel Rally di Montecarlo del '72, quando a navigare Rauno Aaltonen era l'attuale presidente della FIA, Jean Todt. Per la cronaca, finirono terzi assoluti. C'è l'accostamento cromatico con il cofano motore nero, a contrasto con la carrozzeria, a evocare quella coupé, caratterizzata da una linea filante, figlia dello schema tecnico con motore anteriore e trazione posteriore. E se gli indizi hanno un loro significato, assume sempre maggiore consistenza l'ipotesi che da Nissan Gripz concept possa arrivare una nuova serie Z, conservando la medesima disposizione della meccanica. Nell'attesa che emergano ulteriori particolari, dal teaser video si estrapolano le immagini del frontale, spigoloso e con l'ampia calandra al centro, estesa più che su ogni altro modello Nissan della recente produzione. Quale sarà la configurazione degli interni è ancora un mistero, sappiamo, tuttavia, come sarà il quadro strumenti. Ricorda un cronografo, grazie al raggruppamento delle informazioni essenziali su un unico elemento circolare. Doppia scala esterna per contagiri e tachimetro, poi tre oblò dedicati alla tensione della batteria, la temperatura dell'olio e la marcia inserita. Con ogni probabilità saranno informazioni configurabili all'occorrenza. Nissan Gripz concept (3) Nissan Gripz concept (1) L'ultimo suggerimento che Nissan dà nel presentare Gripz concept, o almeno piccoli lampi di quel che sarà, è legato al mondo delle bici da strada: «Fonte di ispirazione per i designer di Nissan Gripz Concept sono stati la leggendaria vettura da rally 240Z e il mondo delle biciclette stradali. Le sue linee esplorano una nuova direzione sportiva del crossover, per regalare nuove emozioni di guida». Fabiano Polimeni