Ci sono le geometrie del concept 20v20, qualche tocco in più di Leon e un nome strettamente legato al territorio, come tradizione. Seat Ateca è il primo suv della casa spagnola, essenziale per incrementare i volumi di vendita, in un segmento in costante crescita e popolato di numerose alternative con le quali doversi confrontare: Nissan Qashqai, Mazda CX-5, Hyundai Tucson e potremmo proseguire ancora. Al Salone di Ginevra di un anno fece la sua comparsa la show-car 20v20, oggi quel concetto si è evoluto, affinato, per certi tratti "normalizzato" e dà vita a un interessante suv compatto. Non resterà l'unico prodotto dalla carrozzeria rialzata, visto il lancio di un crossover derivato dalla futura generazione di Ibiza, atteso per il 2018. Il design conserva gli stilemi tipici del marchio, fatti di nervature decise, forme geometriche, sulle quali si inseriscono le ampie protezioni in plastica alla base del muso e sulle fiancate: il richiamo agli sterrati, almeno visivamente, funziona. Un frontale con gruppi ottici (full led a richiesta) mutuati dalla Leon, là dove Seat 20v20 suggeriva elementi triangolari; calandra e griglia sul paraurti adottano maglie a rombo, ampie, mentre la fiancata si caratterizza per tre dettagli interessanti: la nervatura che unisce fari anteriori e posteriori, lo spigolo vivo della linea dei finestrini in corrispondenza del montante D e le barre sul tetto. Una chicca da prodotto premium è la possibilità di avere led integrati negli specchietti, che illuminano l'area in corrispondenza della portiera allo sblocco dal telecomando, proiettando il nome Ateca sull'asfalto. In coda, fari a sviluppo orizzontale, più ampi su Seat Ateca di quanto proposto dal concept, paraurti dominato dalle plastiche protettive e lunotto dalla base spigolosa. E' lunga 4 metri e 36 centimetri, appena 2 in meno di Qashqai, e nel segmento sarà uno dei suv dalla capacità di carico maggiore, visti i 510 litri dichiarati, che diminuiscono a 485 litri nel caso di Ateca integrale. Gli interni si presentano con un ambiente che condivide molti elementi con Seat Leon, rivisto nella parte centrale della plancia, davanti alla leva del cambio. L'infotainment - con schermo da 8 pollici - assicura la compatibilità sia con Apple Car Play che con Android Auto. Non manca la Connectivity Box con ricarica wireless dei dispositivi compatibili. Da segnalare due dispositivi particolarmente interessanti. Sul versante dell'automazione, il Traffic Jam Assist permette, fino a 60 km/h, che sia l'elettronica a gestire il veicolo, intervenendo sull'acceleratore, il freno e il volante per muoversi nel traffico; legata alla sicurezza è, invece, la funzione Emergency Assist. Monitora il guidatore e, in caso di inattività per un periodo prolungato, lancia un allarme acustico e visivo, fa vibrare il pedale del freno e, se il guidatore non dovesse intervenire, arresta l'auto. Il corredo di sistemi elettronici prosegue con l'adaptive cruise control con Front Assist, il rilevatore della segnaletica stradale, il Blind Spot Detection, il Rear Traffic Alert e la visione dall'alto Top View. Seat Ateca (il nome è quello di una cittadina nel nord del paese, nella comuniotà di Aragona) offrirà due motori turbo benzina Tsi e tre alternative Tdi. Si parte dall'1.0 Tsi in versione 115 cavalli (5.3 litri/100 km), prima applicazione su un modello assimilabile alla famiglia Leon, che finora ha proposto l'1.2 Tsi di pari potenza; l'1.4 Tsi, invece, offrirà 150 cavalli e il sistema di disattivazione dei cilindri ai carichi parziali, per consumare meno (6.2 litri/100 km). I turbodiesel Tdi vedranno l'1.6 e il 2.0 come cubature alternative, il primo nello step da 115 cavalli (4.3 litri/100 km), il secondo offerto in versione 150 o 190 cavalli (5 litri/100 km). Chiaramente, accanto alle varianti con trazione anteriore, Seat Ateca sarà anche 4Drive, integrale. Comparto della trasmissione completato dalla presenza del cambio manuale 6 marce di serie, con l'alternativa del 7 marce DSG. Fabiano Polimeni