Cos'ha in comune Pagani Huayra BC con la hypercar che abbiamo apprezzato in questi anni? Di fatto, solo il tetto e le portiere. Una veste aerodinamica totalmente rivisitata, appendici fisse al posteriore, uno splitter pronunciato davanti, alette e deviatori di flusso sapientemente collocati per incrementare il carico aerodinamico, con l'elemento più radicale costituito dal nuovo diffusore, degno di un prototipo da corsa. E alla pista, Huayra BC, strizza l'occhio. Si cambia le scarpe e va. Pirelli P Zero Corsa su cerchi da 20 (255/30) e 21 pollici (355/25), differenziati, nell'utilizzo stradale, Pirelli P Zero Trofeo R su cerchi da 19 e 20 pollici se si vuole cercare il tempo e apprezzare accelerazioni laterali fino a 2G, grazie a una mescola specifica e omologata solo per l'uso tra i cordoli. E' un set proposto in optional, rispetto a un treno di pneumatici già di per sé fortemente specializzato, con una cintura derivata dalla Formula 1 e una struttura alleggerita del 3%. Fa della leggerezza il proprio biglietto da visita, la variante più estrema di Huayra, che sarà realizzata in appena 20 esemplari. Prima di proseguire e snocciolare le note tecniche più rilevanti, breve parentesi storica. BC è la sigla scelta da Horacio Pagani e ci si interroga sul perché. Benny Caiola, a lui è dedicata l'ultima opera d'arte realizzata a San Cesario sul Panaro. Collezionista di supercar, ancor prima italiano d'america, siciliano partito in cerca di fortuna negli States, dove diventerà importante imprenditore. E' scomparso nel 2010 e può vantare un primato di non poco conto, oltre all'amicizia con Horacio Pagani: è stato il primo cliente ad acquistare una supercar realizzata dalla casa modenese. Spiegato dove affonda le radici la sigla BC, vanno approfondite le novità tecniche. Telaio, sospensioni e trasmissione ispirate alle soluzioni delle competizioni. E' la hypercar più leggera omologata per circolare su strada, annuncia con orgoglio Pagani: 1.218 kg. Obiettivo centrato grazie a una rivisitazione completa delle sospensioni, nel disegno degli elementi e nei materiali: HiForg è la novità più rilevante, lega d'alluminio impiegata nel settore aeronautico, assicura rigidezza maggiore e peso inferiore ai bracci. La trasmissione, invece, non segue la strada dei doppia frizione, privilegiando un robotizzato con attuatori idraulici, sincronizzatori in fibra di carbonio, componenti mutuati dalle auto che corrono a Le Mans, per assicurare prestazione e resistenza. Sette marce, sviluppato dalla Xtrac è stato ribattezzato Automated Manual Trasmission e si interfaccia con un differenziale attivo a controllo elettronico. Nel complesso, optare per questa soluzione - con disposizione trasversale del cambio, per accentrare le masse - ha permesso una riduzione di peso pari al 40% nel confronto con gli attuali doppia frizione. Superfluo discutere della bellezza artistica della leva e della struttura a vista nell'abitacolo, dove trova spazio anche il selettore per le tre diverse tarature dell'Esp: Comfort, Sport e la nuovissima Track. I freni carboceramici Brembo sono ovviamente uno standard, per garantire decelerazioni e prestazioni degne dell'utilizzo in pista, insieme alle appendici mobili (conservate da Pagani Huayra) che stabilizzano l'auto e fungono da aerofreno. Manca un elemento da approfondire, forse il più importante: il motore. Mercedes AMG cura il V12 6 litri biturbo tradizionalmente impiegato su Huayra, ma dai 730 cavalli e 1000 Nm di sale, fino a oltre 750 cavalli. Questo il dato "ufficiale" dichiarato per ora da Pagani, salvo farsi sfuggire un 588 kW nella scheda tecnica, che tramutati in cavalli vapore fanno 800 esatti. Un incremento di 70 cavalli sull'unità tradizionale, collegata a uno scarico modificato e con le iniziali BC incise su uno dei terminali superiori, tra i quattro accentrati. Fabiano Polimeni