Il sogno degli appassionati di auto sportive e soprattutto dei “lancisti” è il ritorno del modello che più di tutti ha segnato la storia della Lancia negli ultimi trent’anni, la Delta Integrale.

Da tempo sui social network si ipotizza, o per meglio dire, si sogna, il debutto di un’auto in grado di riproporre l’impostazione stilistica e tecnologica della “Integrale”, capace di rilanciare l’immagine della Lancia, decisamente appannata dopo gli insuccessi delle ultime Delta, Thesis e Thema,

In realtà, nei molteplici programmi di rilancio presentati in questi anni dal gruppo Fiat, un simile progetto non è mai comparso: anzi, il destino della Lancia è sembrato ormai segnato, riservando tutt’al più al prestigioso marchio torinese la commercializzazione di un’utilitaria di lusso, come la Ypsilon, e di modelli di derivazione Chrysler, come la monovolume Voyager.

Altri investimenti riservati alla Lancia non sono mai stati previsti egli ultimi anni causa i ridotti volumi di vendite. Tanto meno per un rilancio dell’immagine sportiva che già nel 1993 la Fiat aveva deciso di interrompere. Dalle scelte recenti di Marchionne, è ormai evidente che tutti gli sforzi in proposito sono destinati all’Alfa Romeo e all’Abarth.

Nonostante queste premesse, non certo favorevoli per sperare di rivedere una nuova generazione della Delta Integrale, qualcosa si sta muovendo a Torino, anzi a Modena. Sì, perché se rivedremo una nuova 4x4 Lancia è proprio grazie alla situazione che si è venuta a creare negli stabilimenti modenesi della Maserati, con la fine della produzione delle GranTurismo e lo spostamento della costruzione delle nuove Ghibli a Grugliasco.

An che per sfruttare le sinergie con le berline della gamma, sembra ormai deciso che le eredi della GranTurismo e della GranCabrio saranno prodotte nello stabilimento torinese, sulle stesse linee di montaggio della Ghibli e della Quattroporte. A Modena dovrebbe restare, almeno fino al 2017, la produzione delle Alfa Romeo 4C. E si attende l’avvio della produzione della supersportiva compatta Maserati, derivata dal concept Alfieri presentato a Ginevra nel 2014. Il progetto è però datato 2018.

I sindacati hanno chiesto in queste settimane certezze sul futuro produttivo dello stabilimento modenese, che senza investimenti e nuovi progetti concreti pare destinato entro due anni alla chiusura, per quanto riguarda il settore produzione. Proprio in base a questa situazione è stata avanzata la richiesta di avviare a Modena la produzione in piccola serie di un nuovo modello sportivo.

A Torino, dopo il successo dei modelli a marchio Abarth derivati dalla produzione Fiat, ai quali sta per aggiungersi la 124 Spider, si è finalmente capito che le “serie speciali” possono produrre utili e contribuiscono ad accrescere l’immagine del marchio e di tutto il Gruppo, specie oggi che si può puntare anche su mercati vasti come quello americano e cinese.

Adesso inoltre sono disponibili una meccanica a trazione integrale e un motore in grado di assicurare prestazioni degne di un modello 6 volte campione del mondo quale le Delta HF 4WD e Integrale.

Ufficialmente tutto questo non trova conferme ma, da quello che siamo riusciti a sapere, a Torino si sta lavorando al progetto, per definire le caratteristiche tecniche e stilistiche della vettura e determinare la fattibilità del programma sotto l’aspetto economico.

Certo per ora si tratta di pure ipotesi, anche perché simili programmi appaiono fin troppo impegnativi e vanno ben oltre la nascita di una nuova sportiva “di nicchia”. In base all’attuale situazione finanziaria del gruppo FCA e ai molteplici progetti ancora in attesa del via definitivo, non si può certo pensare a un rilancio a livello internazionale del marchio Lancia che Marchionne ha più volte escluso, ma in futuro, specie se sarà raggiunta l’attesa alleanza strategica con un altro costruttore, potrebbe essere preso in considerazione anche un simile progetto.

Questo però non toglie alla nuova Delta Integrale la possibilità di essere prodotta, anche se inizialmente solo in una serie limitata di 500 esemplari da costruire a Modena, sfruttando la meccanica della Giulia Quadrifoglio. Il telaio con passo ridotto di una decina di centimetri rispetto all’originale Giulia (2820 mm), la trazione integrale, la carrozzeria due volumi che riprende l’impostazione stilistica della Delta disegnata da Giugiaro e il largo impiego della fibra di carbonio sarebbero i punti fermi del progetto: logicamente il cambio, le sospensioni e l’elettronica deriveranno dal progetto Alfa Romeo, come la trazione integrale realizzata dagli austriaci di Magna. Mentre per quanto riguarda il motore, l’ipotesi più plausibile non è il V6 Alfa della Quadrifoglio ma il nuovo quattro cilindri biturbo benzina (che sulla Giulia arriverà tra qualche mese), dotato di turbina a gas di scarico e turbina secondaria ad azionamento elettrico.

E capace di circa 350 cavalli di potenza. Non si può nemmeno escludere in prospettiva un impiego nelle corse della Lancia con questa vettura, anche se il futuro regolamento WRC dal 2017 privilegerà auto più compatte.

Ma quello che potrebbe stuzzicare di più la FCA verso la rinascita di una “Deltona” è il valore simbolico e commerciale di una serie speciale. Oggi le quotazioni delle vecchie Delta Integrale superano anche i 100.000 euro, ed è evidente che questo futuribile gioiello della Lancia non sarebbe da meno. Una produzione in serie limitata potrebbe andare letteralmente a ruba in pochi giorni. Ed è in arrivo anche una curiosa concidenza: nel 2017 cade il trentesimo anniversario della prima vittoria nel mondiale rally della Delta 4x4