Sa essere diversa dalla sua progenitrice e dalla MINI berlina. Non solo per la differente carrozzeria, ma per le scelte operate sul frontale, che si allontana dalle rotondità accentuate dei gruppi ottici per plasmare forme più accattivanti e "maschili". Nuova Mini Countryman non è semplice esercizio di design nel passaggio alla seconda generazione. Ha dimensioni maggiori, particolarmente utili i centimetri extra, ben 75 millimetri, nel passo, così come i 30 millimetri aggiuntivi in larghezza (1 metro e 82 in tutto): significa ritrovarsi più spazio per le gambe di chi siede dietro e una maggior comodità all'altezza delle spalle. E' più lunga di 20 centimetri, che la portano a toccare i 4 metri e 29 centimetri - in realtà siamo a 4.299 millimetri -. Con l'altezza rimasta invariata (155 centimetri) è evidente come l'incremento degli altri valori porti proporzioni diverse nella vista d'insieme. 

Convince il design dinamico della versione Cooper S Countryman, forte dei gruppi ottici a led (un optional) e del paraurti con ampie aperture, le stesse riproposte sulla calandra. Cooper S, ma ibrida plug-in, sarà anche la E Countryman ALL4. Prima volta di un sistema composto da motore termico ed elettrico su una MINI. Difficile scorgere modifiche sostanziali all'esterno: attenzione all'elemento dietro le ruote anteriori, che nasconde lo sportellino di ricarica delle batterie agli ioni di litio da 7,6 kWh. E' il particolare che fa la differenza con le altre versioni. Batterie collocate sotto ai sedili posteriori, caratterizzati dalla possibilità di escursione longitudinale (13 centimetri in totale) e dalla regolazione dell'inclinazione dello schienale. 

Restando su Mini Cooper S E Countryman ALL4, assicura una potenza di sistema di 224 cavalli e 385 Nm, gestiti dal selettore eDrive e tre modalità di guida: Auto eDrive, Max eDrive, Save Battery. Si avvia sempre in modalità elettrica la MINI ibrida plug-in, in grado di percorrere fino a 40 km con l'ausilio del motore termico. Cambia la velocità massima tra Auto e Max eDrive, 80 km/h nel primo caso, 125 km/h nel secondo. Il motore 1.5 litri 3 cilindri turbo entra in gioco alla richiesta di massima spinta, con il kick-down in Max eDrive, nonché al superamento della velocità massima impostata per il funzionamento elettrico. 

L'utilizzo dei due propulsori avviene anche in funzione di quelli che sono i dati rilevati dalla centralina che sovrintende al funzionamento del DSC, poiché in caso di perdite d'aderenza o dinamica di marcia da correggere, richiama il motore termico o elettrico a supporto. La Countryman ibrida plug-in assicura i consumi più bassi della gamma, con 2.1 litri/100 km nel ciclo misto (dato dichiarato). Il tempo di ricarica necessario alle batterie agli ioni di litio è di 3 ore e 15 minuti da una comune presa domestica, ridotti a 2 ore e 15 minuti con il Wallbox da 3.6 kW. E' una proposta anche piuttosto vivace, Cooper S E Countryman, come lascia intuire il 6"9 dichiarato in accelerazione da 0 a 100 km/h. 

Presenza del motore elettrico a parte, si differenzia dalla Cooper a benzina anche per la trasmissione: cambio automatico Steptronic 6 marce contro il manuale 6 rapporti. E' il cambio proposto di serie su Cooper, Cooper S e Cooper D Countryman, mentre per la Cooper SD Countryman è offerto lo Steptronic 8 rapporti. Capitolo motorizzazioni da approfondire con il frazionamento e i dati relativi alle quattro proposte che arriveranno in Europa dal mese di marzo 2017, dopo il lancio di febbraio.

Turbo benzina tre cilindri sulla Cooper Countryman, forte di 136 cavalli e 220 Nm. La Cooper S vanta il 2 litri quattro cilindri da 192 cavalli e 280 Nm. Niente turbodiesel 3 cilindri, poiché la Cooper D Countryman fa affidamento sul 2 litri da 150 cavalli e 330 Nm. La seconda proposta a gasolio, Cooper SD, monta il 2.0 in versione 190 cavalli e 400 Nm. Il nuovo progetto su pianale UKL e il ricorso alle unità tre e quattro cilindri turbo ha permesso di ridurre le richieste di carburante fino a 1,4 litri/100 km nel ciclo misto. Da segnalare è il consumo della Cooper D: 4.3 litri/100 km se equipaggiata del cambio Steptronic 6 marce. 

Le note sull'elettronica sono numerose. A partire dal Dynamic Damper Control, optional che permette di ritagliare due risposte differenti degli ammortizzatori, uno dei parametri sui quali interviene il Mini Driving Modes con i tre profili Mid, Sport e Green, quest'ultimo funzionale al minor consumo possibile, tanto da calibrare attentamente anche il funzionamento del climatizzatore (optional l'impianto bi-zona). Particolari stilistici secondari, quelli assicurati dal Mini Excitement Package: la strumentazione centrale guadagna l'illuminazione a led variabile a seconda della modalità di guida, le luci ambiente a led sono di serie e dagli sportelli viene proiettato il logo Mini all'apertura. La personalizzazione del look passa anche dalla disponibilità di cerchi in lega tra i 16" di serie e i 19" optional.

Simpatica trovata per un modello che guarda alla vita outdoor, la Mini Picnic Bench. Basterà aprire il bagagliaio - sfoggia per la prima volta l'apertura e chiusura automatizzata - ed estrarre la panchetta sul bordo d'accesso al vano per ritrovarsi una più o meno comoda panca. I centimetri aggiuntivi in lunghezza hanno permesso di incrementare notevolmente la capacità di carico del bagagliaio, passata dai 350 litri della precedente generazione, ai 450 litri, espandibili fino a 1.309 litri. 

Altri dettagli da relegare alla sezione gadget hi-tech, arrivano dal Mini Find Mode, grazie al quale si può tracciare una serie di oggetti e sapere in qualsiasi momento dove siano all'interno dell'auto: i tag applicati comunicano con smartphone e infotainment via bluetooth. Mini Connected consente, invece, di programmare ogni passaggio della propria giornata, sia per quanto riguarda il tragitto, gli orari di partenza e arrivo, che gli appuntamenti: tutto viene sincronizzato tra infotainment, iPhone e Apple Watch, per avere sempre sotto controllo ogni informazione. Le soluzioni legate alla multimedialità sono molteplici, dall'impianto base allo schermo da 6,5 o 8,8 pollici, caratterizzato dalla presenza del controller con tecnologica touch. 

E' una generazione tutta nuova anche per quanto riguarda l'assistenza alla guida. Una telecamera è incaricata di sovrintendere al funzionamento del cruise control adattivo, evoluzione del sistema base e capace di rilevare la presenza di pedoni, leggere la segnaletica stradale, regolare il fascio luminoso con l'High Beam Assistant e, ovviamente, attivare la frenata d'emergenza, già presente nella dotazione di serie. 

Chiudiamo la carrellata di novità su MINI Countryman 2017 con il Mini Country Timer, sistema che rileva la quantità di tempo passata a guidare su fondi diversi dall'asfalto, il cui funzionamento è possibile ricorrendo ai dati dell'unità che controlla il DSC.