Rivoluzione Porsche, fornirà mobilità, non solo auto sportive

Rivoluzione Porsche, fornirà mobilità, non solo auto sportive
La Casa ha dichiarato che ha come obiettivo quello di vendere 20.000 Mission E (la sua prima sportiva “full electric”) all’anno.

di Alberto Sabbatini

15 febbraio 2017

Il futuro di Porsche passa per il noleggio di auto sportive e non più soltanto per la vendita. L’annuncio shock era stato comunicato direttamente dall’amministratore delegato di Porsche, Oliver Plume, ai dirigenti più fidati in una riunione segretissima a Lipsia, la scorsa estate.

Proprio nel corso del suo anno record di vendite Porsche ha deciso questa svolta storica nelle proprie strategie future: da costruttore di auto sportive a fornitore di servizi di mobilità. Una rivoluzione che è il frutto dei grandi cambiamenti in arrivo nel mondo dell’automobile da qui al 2025 innescati da limiti alle emissioni sempre più stringenti.

Cerchiamo di capire meglio la svolta strategica che hanno in mente a Stoccarda. Le analisi fatte da Porsche portano a una conclusione preoccupante: entro dieci anni, diciamo il 2025, tutte le auto con motore termico saranno bandite dai principali centri urbani.

L’accesso sarà vietato fin dalla periferia. Potranno entrare solo vetture elettriche o tutt’al più ibride ma in modalità elettrica. In previsione di un crollo di vendite delle sue GT sportive a motore tradizionale, Porsche ha già avviato una decisa svolta verso l’elettrico con il progetto Mission E, la prima automobile full electric che arriverà nel 2019, seguita a ruota da altri modelli.

Seguirà una seconda fase: Porsche, per tenersi fedeli i clienti, oltre che le auto elettriche, si costruirà da sola le infrastrutture. Realizzerà una fitta rete di stazioni di ricarica per i suoi veicoli elettrici. Più o meno come ha fatto la Tesla. Il piano prevede colonnine dove fare il pieno di elettricità, distanti non più di 200 km una dall’altra; stazioni ad elevata intensità per consentire di ricaricare l’80 per cento della batteria in venti minuti.

Nello stesso tempo Porsche varerà un piano “smart mobility” dove il cliente tradizionale Porsche possa recarsi dal concessionario, scambiare lì la sua 911 a benzina con altre Porsche, magari una elettrica, e entrare con quella nelle zone off limits ai motori termici. E il gusto di guidare un’auto sportiva sarà perso per sempre per i clienti di Stoccarda? No, ecco come salvaguardarlo.

Porsche costruirà una serie di complessi, chiamati Porsche Experience Center, presso circuiti o aree attrezzate per guida sportiva, dove l’appassionato di controsterzi e sgasate potrà dare sfogo alla propria esuberanza con quelle GT che la legge non gli permetterà più di usare su strada pubblica. C’è già una mappa che li prevede in tutta Europa, Usa e Cina: partendo da Le Mans, per mettere a frutto le vittorie alla 24 Ore degli ultimi anni. Il cliente Porsche potrà anche acquistare una sorta di abbonamento per guidare a un costo ragionevole altre Porsche a piacere. Di ogni tipo, dove vuole.

Qualcuno ha paragonato questa svolta a quella che portò alla fine della mobilità a cavallo a inizio ‘900. Prima dell’avvento delle auto, la gente si spostava con i cavalli e amava cavalcare. Oggi questo piacere non è scomparso. Semplicemente si pratica nei centri attrezzati. Se vuoi gustarti il piacere di montare a cavallo, vai nei centri ippici e ti togli lo sfizio. Succederà così anche con le auto sportive tradizionali. Bisogna rassegnarsi: in futuro faremo sgasate e controsterzi solo in luoghi circoscritti.

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