Il nome è di quelli intriganti, che fa trasudare un retrogusto antico di sportività e di passione: Giulia Sprint.

Un nome preso a prestito dal passato più nobile di Alfa Romeo, i primissimi anni Sessanta, quando il marchio del Biscione era il simbolo della sportività su strada e alimentava con le sue GT il fuoco del proprio mito.

Giulia Sprint è il nome che Sergio Marchionne vorrebbe dare alla versione coupé della Giulia, proprio come una volta. Nome più azzeccato per identificarne il carattere non c’è.

Attenzione a questo punto a non fare confusione: nei piani Alfa Romeo annunciati lo scorso anno agli azionisti esisteva già il progetto di una coupé sportiva, ma in quel caso si trattava di una due posti secchi destinata a seguire il filone della 4C e della 8C.

Ma non è questa la coupé di cui parliamo: la Giulia Sprint moderna sarebbe una due porte meno estrema, derivata dall’attuale berlina Giulia e costruita sulla medesima base meccanica: pianaleGiorgio”, layout a trazione posteriore con albero di trasmissione in carbonio, motori 4 cilindri turbo benzina e diesel da 2.0 e 2.2 litri rispettivamente, con l’immancabile versione Quadrifoglio V6 2.9 litri da 510 cv al top di gamma.

La carrozzeria della Sprint sarebbe leggermente più lunga (circa 3 cm più dei 464 della berlina) e ribassata di 7/8 centimetri rispetto alla Giulia. Ma la fisionomia resterebbe identica alla Giulia. La Sprint può diventare così la risposta di Alfa Romeo alle rivali tedesche, perché sia BMW con la Serie 4 che Audi con la A5, che Mercedes con la C coupé, arricchiscono da tempo la propria gamma con versioni coupé delle rispettive berline (Serie 3, A4 e Classe C).

Il progetto è allo studio a Modena, nel reparto tecnico sulla via Emilia Ovest situato nelle ex officine Orlandi, dove da tempo è confluito il centro di sperimentazione tecnica Alfa e Maserati. È qui che si studiano i modelli dei due marchi con basi tecniche comuni.

Il lavoro sulla Giulia Sprint viaggia in parallelo con i progetti delle future Alfa più grandi, SUV e ammiraglia, che spartiranno la meccanica rispettivamente con le Maserati Levante e Ghibli. A sua volta poi incombe un altro progetto a metà fra i due marchi di lusso: la nuova versione della GranTurismo del tridente che nel caso Alfa potrebbe assumere il nome di 6C, per identificarne la collocazione a metà fra 4C e 8C che non verrà più prodotta.

Ma perchè una coupé come la Sprint, che ha un mercato più di nicchia di una familiare, dovrebbe avere la precedenza su una Giulia wagon? Primo, perché una coupé consente di sottolineare meglio e più chiaramente il temperamento sportivo dell’Alfa Romeo sui mercati internazionali.

Secondo perché esiste già un bel nome affascinante che fa parte della tradizione Alfa.

Terzo per motivi di costi: ricavare una coupé due porte dalla carrozzeria della Giulia berlina è più rapido e meno costoso che sviluppare una wagon che per motivi di baricentro, distribuzione dei pesi e design del portellone pone problematiche più complesse.