L’evoluzione della Vizzion sì ma non la sua sostituta. Volkswagen ID. Space Vizzion sarà protagonista al Petersen Museum di Los Angeles, il 19 novembre, fuori dal Salone dell’auto per prospettare la settima interpretazione dell’architettura MEB: ID.3, ID. Crozz Concept, proseguendo con ID. Buzz, Vizzion, Buggy e Roomzz.

Sono chiari in Volkswagen: è uno studio per il futuro, non un sogno. Ovvero, a fine 2021 verrà presentata la versione definitiva, pronta per la commercializzazione.

La grande wagon sportiveggiante

Che prodotto si propone d’essere, Volkswagen ID. Space Vizzion? Cura aerodinamica da granturismo e spazio interno da sport utility, dicono a Wolfsburg. La sintesi sembra essere in una shooting brake più che la classica station wagon.

I bozzetti amplificano linee molto dinamiche, per sbalzi ridotti, linea di cintura alta, coda allungata e alta, con un lunotto ridotto. Ha i numeri per lasciare buone impressioni sul design. E, se con ID. Vizzion si immaginava una grande berlina business, una sorta di Passat elettrica e un po’ più grande per segmento d’appartenenza, Space Vizzion è il completamento wagon.

Le differenze sono sostanziali, evoluzione del design anzitutto nei gruppi ottici, scelte guidate e improntate sugli stilemi di ID.3 e della prossima ID.4, suv compatto atteso nel 2020.

Più autonomia dalla cura aerodinamica 

L’anteriore non solo modifica i fari ma sfoggia aperture sulla fascia paraurti funzionali a un miglioramento della resistenza aerodinamica. Insieme alla diversa linea del tetto (migliore in coda per ridurre le turbolenze), le canalizzazioni sul frontale aiutano a raggiungere un’autonomia dichiarata di 590 km nel ciclo WLTP.

Oltre alle linee esterne si scoprono particolari dell’abitacolo, con una centrale di comando nel tablet al centro della plancia, tutta per linee orizzontali e avvolgenti con le portiere nel suo sviluppo; una sottile fascia sembra destinata alla strumentazione classica, dietro il volante.