In 110 anni di storia, di Cuore Sportivo, la sigla tra tutte più iconica, sta perfettamente in mezzo: 1965 per la prima volta, 2020 di nuovo. Alfa Romeo Giulia GTA e Alfa Romeo Giulia GTAm riportano alla luce la sigla Gran Turismo Alleggerita introdotta per la prima volta con Giulia Sprint, esperienza stradale e da corsa, a metà anni Sessanta, tradotta da Autodelta in un progetto, GTAm (maggiorata) che seppe imporsi sulla scena internazionale del campionato Turismo dal 1970.

La A definisce l’intervento principe sul progetto Giulia Quadrifoglio. Alleggerita. Una cura che passa da materiali pregiati, un esteso utilizzo della fibra di carbonio, impiegata non solo per l’aerodinamica firmata Sauber AeroKit.

Peso e motore di Giulia GTA

Sono ben 100 i kg di differenza tra la Quadrifoglio e la Giulia GTA, mentre la potenza del motore V6 biturbo 2.9 litri passa da 510 a 540 cavalli, collegato a una linea di scarico Akrapovic in titanio. Calcoli semplicissimi dicono quanto il rapporto peso-potenza sia a tutti gli effetti da supercar con 2,82 kg/cv e favorisca un’accelerazione – aiutata dalla perfetta gestione di motore e trasmissione mediante Launch Control – in 3,6 secondi.

Tiratura limitata

La produzione delle GTA Giulia, plurale che non deve dimenticare la versione GTAm, è limitata a 500 esemplari, a seguito dell’ordine vi sarà un percorso di vendita nel quale il cliente sarà assistito passo passo da un ambasciatore Alfa Romeo, fino alla consegna. Non mancheranno i pacchetti extra, la “customer experience” passerà da un pacchetto che comprende un casco Bell in livrea GTA, il completo tuta, guanti, scarpe firmato Alpinestars, il telo coprivettura e un corso di guida dell’Accademia Alfa Romeo.

Aerodinamica e assetto

Alfa Giulia Quadrifoglio cambia in più punti per diventare GTA. L’anteriore adotta uno splitter attivo, elemento aerodinamico centrale per gestire l’aria sotto la vettura, estratta dal diffusore in fibra di carbonio. In fibra è anche lo spoiler sul bagagliaio, nonché il cofano motore, il tetto, il paraurti anteriore e i passaruota, fino ai sedili monoscocca e il (confermato) albero di trasmissione.

Realizzazione in alluminio, invece, per portiere, motore e sospensioni. L’assetto beneficia di un ampliamento delle carreggiate di ben 50 mm e di tarature differenti per ammortizzatori, molle e caratteristiche delle boccole; assi alle cui estremità stanno i cerchi in lega da 20 pollici, monodado. Soluzione, anche qui, da pista, per la prima volta su una berlina stradale.

Alfa Giulia GTAm, due posti omologata

Ecco, omologata per l’utilizzo su strada è anche Alfa Romeo Giulia GTAm. Risulta “solo” ulteriormente specializzata. Dove Giulia GTA è una quattro posti, GTAm rimuove i sedili posteriori, si presenta in configurazione due posti e con cinture Sabelt a 6 punti; installa un rollbar nella zona posteriore, con importanti vantaggi anche sulla rigidità complessiva dell’auto, ed estende il rivestimento in Alcantara a un fondo nel quale poter alloggiare caschi ed estintore. Alcantara presente, su GTA, in plancia e sui sedili.

I puristi della prestazione apprezzeranno, anche, le vetrature in Lexan, materiale ultraleggero che dalle corse va su strada e sostituisce il vetro. Dulcis in fundo, le note più evidenti di una Giulia GTAm rispetto a GTA: lo spoiler posteriore si trasforma in una vera e propria ala in carbonio, lo splitter attivo estende ulteriormente il proprio sviluppo.