Ferrari Amalfi Spider, bella scoperta...vederla anche chiusa

La silhouette è stupenda sia a tetto alzato sia abbassato, in più la capote in tessuti sartoriali con una particolare trama genera un effetto cangiante tridimensionale

Arturo RizzoliArturo Rizzoli

Pubblicato il 12 marzo 2026, 14:30

La Ferrari Amalfi si scopre e va in passerella. Bella come ci si aspetta che sia una vettura spider del Cavallino, l'ultima nata ha deciso di...vestirsi in un modo particolare. Per la capote, in tela a cinque strati, il Centro stile della Casa di Maranello, diretto da Flavio Manzoni, ha scelto quattro tessuti sartoriali, più due tecnici; hanno la caratteristica di essere realizzati con un particolare intreccio della trama che genera un effetto cangiante tridimensionale.

La capote, punto cruciale di una spider, è da sempre croce e delizia degli stilisti. Croce perché è sempre una sfida non facile riuscire a dare a una capote un andamento tale che, alla fine, la spider abbia una silhouette davvero simile alla sorella coupé; delizia perché concede margini per dare sfogo alla creatività.

Lo staff del Centro stile del Cavallino ha sfruttato la capote come un accessorio centrale in un outfit di alta moda, in più ha aggiunto ai tessuti particolari la possibilità di un'ampia scelta di cuciture a contrasto con i colori della capote, che però sono limitati ai sei definiti perché, come succede da tempo per le auto scoperte, i Costruttori fanno realizzare all’esterno il “pacchetto completo” del tetto che arriva pronto per l’installazione.

Similitudini e parentele

Il primo obiettivo stilistico dato allo staff del design del Cavallino è stato appunto quello di realizzare una vettura dalle forme del tutto simili a quelle della coupé e questo compito è stato svolto davvero bene. Sullo stile non ci soffermiamo oltre anche perché è stato ampiamente descritto nei servizi dedicati alla Amalfi coupé.

A livello di parentele tecniche la Amalfi è diretta discendente della Roma, con le evoluzioni che è lecito attendersi. Il motore, V8 4 litri biturbo, ha guadagnato 20 cv, arrivando ora a 640 cv, potenza che permette di scattare da 0 a 100 km/h in 3"3, un decimo meglio della Roma, mentre la velocità massima è sempre di 320 orari.

I valori delle performance sono uguali tra coupé e spider, un fatto da diversi anni normale, ma tempo addietro non era così. Infatti, quando la costruzione delle scocche delle vetture senza tetto (quindi con meno rigidità) non era evoluta come oggi, si tendeva a ridurre la potenza dei motori delle spider.

Nel caso dell'Amalfi spider, a proposito appunto dei rinforzi necessari per migliorare le doti telaistiche dopo l'eliminazione del tetto, concludiamo dicendo che pesa 1.556 kg, 86 più della sorella spider.   

 

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