Maserati apre una nuova fase, 60 anni di storia in 5 linguaggi di stile

Maserati apre una nuova fase, 60 anni di storia in 5 linguaggi di stile

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 13 aprile 2026, 11:21

Due date da segnare in rosso per leggere il futuro che attende Maserati. Il 21 maggio, quando Antonio Filosa presenterà il piano industriale Stellantis. Il 16 ottobre, quando al Salone di Parigi la casa del Tridente svelerà un concept che dirà quale sarà l’impronta di stile, il linguaggio che caratterizzerà i prossimi modelli.

A ripercorrere una porzione della storia del marchio, segnatamente gli ultimi 60 anni, si trovano cinque momenti decisivi per l'influenza avuta sugli stilemi Maserati, al di là delle vicende legate alla proprietà  e alle sinergie tecniche. Cinque snodi decisivi per come hanno riscritto l’immagine. In realtà si possono ricondurre a 4 ere più un modello di netta separazione.

La Ghibli firmata Giugiaro

È il 1966 e il debutto della Maserati Ghibli, disegnata da Giugiaro per la carrozzeria Ghia, apre la strada a un decennio nel quale le granturismo saranno caratterizzate da una coda tronca, lungo cofano anteriore spiovente e carrozzerie due volumi. Alla Ghibli del 1966 seguirà la Maserati Indy nel 1969 di Vario e Mainardi per la carrozzeria Vignale, poi la Bora nel ’72 ancora con Giugiaro con Italdesign, la Khamsin nel ’74 e la Merak nel 1977.

Quattroporte detta la linea per 20 anni

In parallelo alle proposte granturismo, il modello dell’ammiraglia di lusso è rappresentato dalla Quattroporte, che nei primi anni Settanta imbocca una strada destinata, con la terza generazione del 1979, a caratterizzare stilisticamente i futuri 20 anni di storia. Giugiaro evolve il tratto caratteristico del frontale Maserati, intuibile già nella Quattroporte del 1974. Lo fa semplificando verso i quattro fari quadrati (anziché 6 elementi), conservando la calandra rettangolare e le superfici piatte e squadrate, che avranno un’evoluzione continua fino ad arrivare alla Quattoporte del 1994, con spigoli addolciti ma proporzioni inequivocabilmente di rimando alla prima serie. In mezzo si conterà la fase delle berline degli anni Ottanta, dalla Biturbo alle 222, 224, fino ai primi anni Novanta, con le berline 422, 424 e le iconiche Ghibli e Shamal. Tutte caratterizzate dai tre volumi (due e mezzo su Ghibli) netti e squadrati, un muso basso e affilato.

Lo spartiacque Maserati 3200 GT

Il terzo atto è, in realtà, un modello unico. Maserati 3200 GT si colloca nella fase di passaggio del marchio sotto l’influenza Ferrari, che segnerà il periodo più fulgido degli ultimi 30 anni di Maserati. La 3200GT apre a forme morbide e avvolgenti, felpate, sotto le quali trova posto, il motore V8 Biturbo della Quattroporte coeva. Il cambiamento tecnico è netto dal 2002 con l’arrivo del V8 aspirato Ferrari, il 4.2 litri della F430, che definirà anche la Maserati 4200GT, sostituta della 3200GT e con la variazione di stile concentrata sui fari posteriori.

La prima Quattroporte del nuovo millennio

Di una vero e proprio, nuovo, linguaggio di stile si può tornare a parlare dal 2006. Arriva la nuova Quattroporte e le proporzioni dei volumi, insieme alla geometria della calandra, definiranno anche le sportivissime Maserati Granturismo e Grancabrio del 2007. Ancora nel 2014 è un filone di stile che, sommato all’influenza del concept Alfieri - grandissima occasione mancata per Maserati di tradurlo in modello di serie -, ritroveremo sulla nuova generazione di Ghibli e la novità Levante.

MC20 scrive l'attualità

Quinto corso stilistico con un linguaggio netto e diffuso su più modelli, il ciclo aperto nel 2021 dalla Maserati MC20, sempre improntato su forme avvolgenti e morbide, dinamiche per l’enfasi posta sul muso basso e proteso in avanti, nonché per i il trattamento imponente del tre quarti posteriore. Dalla MC20 alle attuali Granturismo e Grancabrio, sono gli elementi che definiscono la cifra stilistica Maserati.

Il futuro sarà in continuità con gli ultimi 30 anni di scelte sul design o vivrà una rottura “pericolosa” rispetto all’immagine che hanno gli appassionati sulla sportività del Tridente?

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