Ferrari Luce, Maranello si accende con l'elettrica radicale

La prima elettrica di Maranello è anche la sua prima stradale a 5 porte e 5 posti. Ha 1.040 cavalli, uno design che farà discutere e tanta tecnica derivata dalle corse

Michele SalvatoreMichele Salvatore

Pubblicato il 25 maggio 2026, 22:10

È il 25 maggio del 1947, siamo a Roma sulle strade del circuito cittadino delle Terme di Caracalla per il Gran Premio della Capitale. C’è una Ferrari, la 125 S di Franco Cortese che taglia per prima il traguardo, un successo storico: si è realizzata la prima vittoria ufficiale della Ferrai, evento che ha acceso la luce sulla storia di Maranello. Ed ecco, 79 anni dopo, sempre di 25 maggio, la storia del Cavallino si illumina di nuovo, con la Luce, la prima elettrica che dà il via a una nuova fase era in casa della Rossa non solo per l’architettura full elecrtric, ma anche per le scelte di design e progettazione.

Stile e aerodinamica della Luce

Si sa, Ferrari è abituata a farsi quasi tutto in casa, ma questa volta l’approccio è stato diverso. La Luce doveva sì essere una Ferrari, ma diversa da tutte le altre e non perché elettrica. La meccanica, lo vedremo dopo, è un di cui, è una Ferrari che doveva accendere un nuovo inizio ed è per questo che il design non è stato fatto dal Centro Stile di Flavio Manzoni, ma dal collettivo LoveFrom di Jon Ive, ex di Apple, e Marc Newson. Ed è così che è nata una vettura unica, con un design fuori dagli schemi e che farà discutere. Le dimensioni sono importanti, 5 metri di lunghezza, 2 di larghezza e 1,54 metri di altezza, che mettono i confini a un corpo frutto dalla collaborazione con l’estetica di fascinazione Apple e le esigenze dell’aerodinamica. Le sezioni sono due, la cabina a goccia, la zona in nero in foto, e la parte aerodinamica in rosso, con effetto flottante perché le due parti praticamente non si toccano. L’assenza del motore all’anteriore ha permesso di svuotare il muso, facendo scendere a picco il parabrezza che idealmente chiude il profilo a goccia della cabina senza soluzione di continuità. In questo modo gli aerodinamici hanno creato lo spazio per disegnare l’ala sospesa sopra il muso, estremizzando il concetto dell’F-Duct usato dalla F-2008 e poi portato su 458, 488, e su tutte le supersportive stradali a motore centrale. La cura aerodinamica ha poi portato a realizzare un corpo liscio, con una leggera nervatura che segna la linea di cintura, proprio per non sporcare la silhouette e rischiare di creare turbolenze con spigoli o curve troppo estreme. Nella parte bassa, poi, sono stati creati dei soffiati dietro alle ruote anteriori, che pescano l’aria dai parafanghi e andando così a sigillare il fondo. In coda la seconda ala, sempre a effetto sospeso, convoglia l’aria dal tetto e dal lunotto mentre la fascia nera mette in risalto i fari tondi in tradizione 360 Modena. La cura aerodinamica si completa con i cerchi, da 23 pollici all'anteriore e 24 pollici al posteriore, i più grandi mai montati da una Ferrari, che hanno due disegni: uno diamantato che contiene il peso, uno chiuso che migliora ulteriormente il cx di 0,25 che è il migliore mai raggiunto da una Ferrari.

 

 

Abitacolo innovativo

Anche l’abitacolo è qualcosa di completamente nuovo per Ferrari. Ruota tutto attorno alla concezione di raggruppare gli elementi per funzione, organizzati secondo il principio di input e output. Tutto è ricavato dal pieno, con utilizzo di pelle, alluminio anodizzato e vetro antigraffio. Il piantone dello sterzo si muove solidale con il Binnacle, il quadro strumenti, per dare al conducente le informazioni in maniera chiara e precisa. Il volante, ricavato dal pieno, ha tre razze, e ospita i due satelliti con il manettino dedicato al controllo di trazione in 5 livelli mentre il secondo,  l’e-Manettino, regola la tramite tre posizioni. In Drive, la trazione è posteriore e la potenza è limitata a 320 kw, in Tour la trazione integrale è sempre attiva e la potenza sale a 460 kw, mentre in Performance i cavalli disponibili sono tutti e 1.040 per volare fino a 310 km/h di velocità massima. Dietro al volante i paddle, sempre in allumino, con quello di destra che regola l’erogazione della coppia in 5 posizione e quello di destra che regola la frenata rigenerativa su 5 livelli. Il pannello di controllo è orientabile tramite una maniglia ed è un mix tra comandi analogici e visualizzazioni digitali come il multighraph, orologio o cronometro, che combina lancette meccaniche a quadro digitale. Il tunnel è un ele mento autonomo con portaoggetti e l’alloggiamento della chiave. Dietro, per la prima volta, ci si siede in 5 perché grazie all’architettura elettrica non c’è l’albero di trasmissione con differenziale e cambio al posteriore che non avrebbero reso possibile questa configurazione.

La scheda tecnica della Ferrari Luce

Ma adesso parliamo di tecnica: Come dicevamo all’inizio la meccanica è stata tutta sviluppata in casa da Ferrari. L’architettura è a 800 volt con una batteria, progettata e realizzata a Maranello, dalla capacità da 122 kWh con picco di ricarica a 350 kw e autonomia dichiarata da 530 km, che alimenta quattro motori, uno per ruota, derivati direttamente dalla F80, che assicurano così la massima motricità in ogni condizione tramite un sofisticato sistema di gestione istantanea di potenza e coppia su ogni ruota a seconda delle condizioni di guida. Un fulcro tecnologico che rappresenta la massima evoluzione dell’esperienza maturata con la SF90, la 499P del WEC e la F80. La potenza totale è di 1.040 cavalli, tenuti a bada da sospensioni attive derivate dalla F80 per massimizzare l’aderenza. Tutto questo permette alla luce di coprire lo 0-100 km/h in 2”5 e toccare i 310 km/h di velocità massima anche grazia al lavoro di contenimento del peso, grazie all’attento uso dei materiali, che si ferma a 2.260 kg, più o meno come una Purosangue.

Quanto costa la Ferrari Luce

Si ma come suona? D’accordo, la voce di un V6, un V8 o di sua maestà V12 manca, ma Ferrari ha trovato la sua strada, non come altri riproducendo in maniera Falsa il sound di un endotermico, ma amplificando la voce della Luce, tramite uno dei 60 brevetti fatti da Ferrari per creare la Luce. Si tratta di un accelerometro posizionato nel cuore dell’assale che capta le vibrazioni meccaniche che poi vengono amplificate all’esterno tramite un sistema specifico di amplificazione. La Ferrari Luce arriverà entro il terzo trimestre del 2026 al prezzo di 550mila euro.

 

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