OSCA tra biocarburanti e cavalli italiani. E il "sabotaggio" in Fiat nel 1959...
Arturo Rizzoli
Pubblicato il 11 giugno 2026, 09:26 (Aggiornato il 11 giugno 2026, 07:57)
Alla presentazione della MT6, la prima OSCA del nuovo corso della Casa fondata dai fratelli Maserati, è stato annunciato che due esemplari parteciperanno alla Mille Miglia storica, in corso proprio in questi giorni. Chiariamo che oltre alle auto costruite nel periodo in cui si svolse la Mille Miglia, è prevista nella carovana di questo grande evento una parata di vetture moderne, e qui entrano in gioco le neonate MT6. L’occasione, chiaramente promozionale, avrà un risvolto tecnico: le due MT6 impiegheranno un bio-carburante, chiamato BenZero. Si tratta di un combustibile, a base di etanolo, ottenuto per il 65% con l’impiego di rifiuti organici.
Il tema merita due parole di spiegazione, visto che spesso vengono confusi gli e-fuel con i biocarburanti. E-fuel è l’abbreviazione di electrofuel, e ciò ci porta al fatto che si tratta di combustibili prodotti artificialmente attraverso l’impiego di energia elettrica. Ben altra cosa sono i biocarburanti, appunto di origine biologica, la cui sostenibilità è, in ogni caso, legata all’impiego di rifiuti organici.
Interessante, dal punto di vista ambientale, è quindi che la OSCA, fin dal lancio, prevede di fare funzionare il motore della MT6 con biocarburanti.
Carburanti sempre… particolari
Un curioso ricorso storico legato alle due MT6 che, nella loro prima uscita in mezzo al grande pubblico, usano un carburante particolare lo troviamo andando a vedere le prime uscite della OSCA MT4 nel 1947: la vettura non usava benzina normale ma un mix di carburanti, ottenuti con vari prodotti della raffinazione dell’epoca.
Per carità gli obiettivi sono ben diversi: negli Anni ‘40, prima dell’obbligo di usare benzina commerciale nelle corse automobilistiche, le benzine speciali servivano per migliorare le performance: con più ottani si evitava la detonazione in motori con un elevato rapporto di compressione; mentre ora si cerca di ridurre le emissioni, ma facendo comunque e sempre salve le performace.
Tanta attenzione per i motori
Alla presentazione della MT6, è stato annunciato che il motore, 1.5 litri Changan, sarà sviluppato in Italia per ottenere a breve qualcosa in più di 180 cv di base: ne sono stati promessi 200, aggiungendo che si sta già lavorando (com’è oggi logico) sull’elettronica. Be’ anche qui c’è un parallelo col passato. Nel 1959 la Fiat aveva realizzato le 1500 Coupé e Spider, che però avevano motori non adeguati al prestigio delle vetture, così la Casa torinese cercò una soluzione, che fu trovata nel propulsore di 1.5 litri bialbero dell’OSCA. Abbiamo ancora un propulsore di 1.5 litri... La storia è un po’ più articolata, qui ci limitiamo solo a dire che – secondo i racconti di chi allora c’era – dalle parti di Torino non erano molto contenti di questa “invasione bolognese”, così nelle prove al banco sottoposero il motore OSCA a stress incredibili, pensando di riuscire a portarlo al punto di rottura. Com’è andata finire lo potete capire andando a vedere quanto valgono oggi le auto che montano questo motore OSCA. Con precedenti simili alle spalle, la sfida per la OSCA di oggi sul fronte delle prestazioni diventa impegnativa...
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading



