Nuova Toyota C-HR, linea aggressiva, brillante su strada

Nuova Toyota C-HR, linea aggressiva, brillante su strada

Abbiamo provato la nuova generazione del coupé-corssover giapponese. Ecco come va

di Roberto Gurian

10 novembre

Anticonvenzionale e caratteristica. La prima C-HR, lanciata nel 2016, deve gran parte della sua fortuna alla linea del tutto particolare. Da coupé con seduta rialzata (Coupé High Riding, da cui la sigla del nome) ha sfondato anche in Italia, dove è stata venduta in oltre 90.000 esemplari. Per la nuova generazione, in ordine già da ottobre, i responsabili della Toyota hanno scelto di percorrere la stessa strada.

Toyota C-HR 2024

Toyota C-HR 2024

La seconda generazione del crossover sfoggia un design moderno e punta tutto sull'ibrido: oltre al full hybrid, è disponibile anche una versione plug-in

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Lo stile della nuova Toyota C-HR

La nuova C-HR si presenta così con una linea aggressivamente diversa e molto simile a quella del prototipo che l’aveva annunciata. Lo stile è modernissimo, soprattutto in un frontale che potrebbe ricordare quello di una vettura elettrica, vista la presa d’aria principale ribassata e la carrozzeria chiusa sotto il cofano. Le luci diurne sono sottili, con un disegno caratteristico e collegate alla cornice della calandra che poi funge anche da paraurti. I cerchi sono di generose dimensioni, sino a 20” di diametro, con la parte posteriore della C-HR spigolosa e sormontata dal fascione dei gruppi ottici che al centro riporta, illuminato, il nome della vettura. Oltre al tetto in contrasto, è possibile scegliere in nero anche la zona posteriore. Tra le novità c’è un tetto panoramico senza tendina che filtra i raggi ultravioletti con il caldo e comunque contribuisce a non raffreddare gli interni d’inverno.

Come è fatto l'abitacolo

L’abitacolo è stato disegnato attorno al guidatore, che ha sotto gli occhi un’ampia strumentazione configurabile che sfrutta uno schermo da 12,3". Il touchscreen centrale è delle stesse dimensioni, salvo che sulla versione d’accesso dove è invece da 8”. Le luci interne si adattano automaticamente alle varie ore del giorno e anche all’aumento e alla diminuzione della temperatura a bordo. Per diminuire il senso di claustrofobia, accusato da molti sulla prima C-HR, i vetri posteriori sono stati allargati all’indietro.

La prova su strada

La gamma è imperniata su due quattro cilindri a benzina di 1,8 e 2 litri di cilindrata, con l’ormai quasi immancabile scelta della propulsione completamente ibrida. La versione 1.8 HEV ha 140 cavalli di potenza mentre la 2.0 HEV può contare su 197 cavalli. In aggiunta ci sono una variante di 2 litri con trazione integrale AWD-i ed è in arrivo, dai primi mesi del 2024, anche la versione ibrida plug-in con lo stesso motore. Quest’ultima dichiara un’autonomia di 66 km in modalità elettrica. Su strada, la nuova C-HR si conferma maneggevole e facile da guidare, con il cambio E-CVT che, come al solito, è automatico al 100%. Chi guida può solo selezionare la modalità B di recupero dell’energia in rilascio e in frenata che aiuta a ridurre i consumi. Per entrambi i motori le percorrenze dichiarate sono a cavallo dei 20 km/litro, con possibilità reali di rimanere bene oltre 1 15 km/litro. Con quattro modalità d’impiego, la nuova Toyota si lascia guidare anche in maniera brillante, con una buona tenuta di strada e un livello di comfort all’altezza. La gestione automatica del cambio tende sempre a far salire di giri il motore in fase di forte rilancio o in salita, ma con un effetto meno marcato rispetto a modelli di cilindrata inferiore. Bene, per finire, le risposte dello sterzo che aiuta a un controllo ottimale del mezzo.

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