Yangwang U9, il primo test della regina elettrica del Nurburgring

Abbiamo provato in Cina la supersportiva da olter 1000 cavalli del gruppo BYD, ecco come è andata
Yangwang U9, il primo test della regina elettrica del Nurburgring

Pietro CardonePietro Cardone

Pubblicato il 12 novembre 2025, 11:49 (Aggiornato il 13 nov 2025 alle 10:01)

La Yangwang U9 è una delle auto più discusse dell’ultimo anno. In primis perché rappresenta una delle prime volte di un brand cinese nel segmento delle supercar, ma anche per il doppio record raggiunto: auto elettrica più veloce sul Nurburgring con un tempo inferiore ai 7 minuti e auto di serie più veloce al mondo con 496,22 km/h. Insomma, un’auto indubbiamente interessante, che abbiamo avuto modo di mettere alla prova a Zhengzhou, in Cina, su un tracciato di prova di BYD.

La scheda tecnica della Yangwang U9

Lunga 4,99 metri, per 2 metri di larghezza, ha le proporzioni giuste per meritare l’appellativo di supercar. Bassa, filante, sfoggia forme in cui l’estetica segue la funzione. L’aerodinamica, infatti, è molto spinta, come enfatizzato dal frontale molto proteso verso l’asfalto e dalla grande ala con attacco a cigno nella zona posteriore. Contro ogni luogo comune e preconcetto che spesso accompagna i modelli che arrivano da questa parte di mondo, gli interni sono molto curati. Vi si accede attraverso delle scenografiche portiere ad apertura automatica e si viene accolti da un ambiente che accoglie pilota e passeggero in due cockpit quasi a se stanti, che permettono ad entrambi di sentirsi un tutt’uno con la vettura. Tanta anche la tecnologia, che passa attraverso la presenza di un grande schermo a sviluppo verticale da 12,3 pollici a centro plancia e un secondo monitor da 10 pollici dietro il volante.

 

 

Meccanica estrema

Per quanto concerne la meccanica, la U9 nasce sulla piattaforma e4, al centro della quale si sviluppa la Blade Battery di BYD da 80 kWh di capacità, che manda energia a quattro motori elettrici, per una potenza di sistema di ben 1.300 CV e 1.680 Nm di coppia. Numeri che si traducono in un’accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 2,4 secondi. Altro elemento di sicuro interesse è il comparto sospensivo, che attraverso il sistema DiSus-X, permette di controllare il lavoro di ogni singola sospensione in tempo reale, andando così a compensare i movimenti della scocca in curva. 

Un veloce primo test

Il nostro, purtroppo, é stato un primo contatto molto veloce con la vettura. Avendo a disposizione giusto un paio di giri, quella che abbiamo potuto raccogliere é giusto una veloce impressione generale. A colpire, subito, é ovviamente l’accelerazione: i numeri sul quadro strumenti si susseguono ad una velocità impressionante e in un attimo siamo al fondo del rettilineo. Affondiamo il piede sul freno e qui notiamo un mordente esagerato nella primissima parte della corsa del pedale, per poi perdere di modularità. Affrontiamo un tratto ricco di curve in sequenza e apprezziamo il lavoro di torque vectoring effettuato dai quattro motori, che aiutano la U9 a girare. Certo, il peso di oltre 2,4 tonnellate si sente in inserimento, ma le sospensioni fanno gli straordinari per limitare il rollio. La fase di uscita curva ci ha lasciati invece un po’ perplessi: tornando sull’acceleratore la vettura tende a cedere un po’ il fianco al sottosterzo. Ma va segnalato che gli pneumatici dell’esemplare che abbiamo avuto modo di guidare erano molto consumati. 

Quanto costa

Insomma, una supercar diversa da quelle alle quali siamo abituati. Con del potenziale, certo, ma nel complesso, dobbiamo ammetterlo, meno estrema dal punto di vista dinamico, rispetto a quanto ci saremmo aspettati. La U9 non é in vendita nel nostro Paese, mentre in Cina viene proposta ad un prezzo che al cambio attuale equivale a circa 220.000 euro

 

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