C'è un video, divenuto virale in queste ore, che mostra un uomo a bordo di un'auto inseguire a 50 km/h un branco di lupi. Gli animali spaventati cercano di scappare nonostante la strada sia completamente innevata al passo Tre Croci, confine tra il Trentino e l'Alto Adige. Il filmato ha fatto scalpore e scatenato le polemiche, in quanto si nota chiaramente come i quattro animali sono terrorizzati e minacciati dalla vettura e dalle sue luci e dal clacson suonato più volte, e che corrono a perdifiato cercando una via di fuga laterale.

Come se non bastasse a rendere il comportamento dell'uomo ancora più agghiacciante e aggressivo sono i commenti raccapriccianti rivolti a quei poveri lupi: "li vorrebbe morti" o  "ora li scanno, voglio vedere". Un gesto orrendo, vietato dal Codice della Strada che condanna gli inseguimenti a danno degli animali con mezzi di trasporto, senza senso e compiuto solo per noia che fa accaponare la pelle.

Responsabile individuato

Le immagini sono diventate virali anche grazie all'azione della pagina Facebook "Convivere con orsi e lupi si può?", che ha postato il video per far sì che l'autore del filmato stesso potesse essere rintracciato e denunciato. E per far sì che questi episodi orrendi contro gli animali non si ripetano. Ebbene, la novità è che, sempre secondo quanto affermano sulla pagina social, l'autore del video è stato individuato. Giustizia sarà fatta, fortunatamente.

Un inseguimento ingiustificabile

L'uomo quella notte ha infranto parecchie regole del Codice della Strada che punisce anche penalmente questi episodi e quindi rischia non solo una sanzione amministrativa. Senza contare che il video è stato ripreso con il telefonino. Quindi l'automobilista non solo stava compiendo un inseguimento senza alcuna giustificazione, ma era anche con lo smartphone in mano. Senza dimenticare che ovviamente la legge punisce chi uccide o non presta soccorso agli animali investiti in strada.

Fortunatamente il branco di lupi alla fine è riuscito a salvarsi risalendo i muretti di neve e ci auguriamo che le vere intenzioni del guidatore non fossero quelle annunciate. Nel frattempo, però, quel che è certo è che il protagonista della vicenda dovrà rispondere del suo comportamento nelle sedi adeguate.

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