Unrae, Anfia e Federauto non condividono la linea del Ministero di Economia e Finanza

Unrae, Anfia e Federauto non condividono la linea del Ministero di Economia e Finanza

Crisci, Scudieri e Cosentino totalmente contrari alla visione sugli incentivi, legati alla produzuione industriale, proposta dal rappresentate del Ministero di Economia e Finanze

di Michele Salvatore

25 maggio

L’intervento del dr. Riccardo Hermitte Barbieri, capo economista del Tesoro, ad AutomotiveLab è stato bocciato da Unrae, Anfia e Federauto. Il rappresentate del Ministero di Economia e Finanza ha assicurato sostegno al settore non convincendo però nel merito della soluzione. L’Ecobonus non è stato rifinanziato e - ha spiegato Barbieri - sebbene sia chiara la necessità di un intervento strutturale, questo va reso proporzionale alla produzione industriale di ogni singola nazione. In pratica, per esempio visto che l’Italia mette sul mercato 1 milione di auto l’anno e la Germania ne produce 5, gli interventi dei due Governi non possono essere paragonabili.

Un concetto che ha scontentato tutti.

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Le dichiarazioni in opposizione

Michele Crisci, presidente di Unrae, ha dichiarato: “L’intervento statale non può essere proporzionale alla produttività. Non sono d’accordo con il teorema del dottor Hermitte, dell’incentivo commisurato alla produzione, perché le auto estere vendute in Italia pagano tasse in Italia e generano lavoro in Italia. Non possono essere fatte differenze di questo tipo. Per la transizione ecologica serve una strategia che preveda interventi su incentivi, fiscalità e infrastrutture per svecchiare il parco auto più anziano e insicuro d’Europa”.

Dello stesso avviso Paolo Scudieri, presidente Anfia: “Con queste parole, la giornata è iniziata male… Se vogliamo fare una politica ambientale vera, dobbiamo svecchiare il parco auto italiano, vecchio e insicuro, che produce la maggior parte di emissioni di Co2. Questo è il problema trascurato dal dottor Barbieri, che non tiene conto della potenza economica generata da un indotto ricco di risorse, ricerca e innovazione se alimento da ricavi importati”.

Duro nella sua sarcastica ironia anche il commento di Adolfo de Stefani Consentino, presidente Federauto, che però non perde la speranza: “Iniziamo a domandarci perché in Italia produciamo solo 1 milione di auto, forse perché sono scappati tutti? Bisogna iniziare il discorso riequilibrando la situazione italiana a quella estera, partendo dall’eliminazione degli oneri fiscali e poi dando incentivi. Siamo l’unico paese europeo che non permette la detraibilità dell’Iva sulle vetture aziendali, per esempio. Inoltre, gli incentivi sono anche uno strumento che porta soldi allo Stato perché, per ogni sconto da 1.500 euro, l’auto genera 5.000 euro di tasse. Non siamo stati inclusi nell’ultimo decreto, ma resto speranzoso che, in futuro, ci sia qualcosa anche per noi”.  

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