Stellantis, a Melfi la produzione delle prime elettriche del gruppo

Stellantis, a Melfi la produzione delle prime elettriche del gruppo© LAPRESSE

Al Ministero dello Sviluppo Economico è avvenuto l'incontro che ha coinvolto Ministro del Lavoro, vertici aziendali e sindacati nel quale sono stati chiariti i primi punti fermi della produzione Stellantis. Melfi ruolo centrale, ma le partite su Gigafactory e occupazione restano aperte

di Redazione

16 giugno 2021

Inizia a prendere forma il piano industriale di Stellantis per quanto riguarda la produzione in Italia, con il ruolo di protagonista affidato a Melfi. L’impianto lucano, infatti, è stato scelto come sede di una superlinea dedicata alla produzione di auto elettriche per il Gruppo.

Sono le indicazioni che arrivano direttamente dall’incontro convocato dal Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, che ha coinvolto il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando il viceministro Gilberto Pichetto e una delegazione dell’azienda guidata dal Vice Responsabile Stellantis per l'Europa Davide Mele e i sindacati.

A Melfi l'esordio della piattaforma per le elettiche Stellantis

Per il Gruppo guidato da Carlo Tavares, dunque, la fabbrica che ora produce 500 X, Jeep Renegade e Jeep Compass diventa strategica diventando la sede produttiva di nuove auto elettriche multibrand. A partire da agosto 2021 inizieranno i lavori di riconversione della fabbrica, per preparare la posa della linea unica dedicata alla nuova piattaforma media (C-D da 600-700 km di autonomia secondo quanto anticipato) che sarà lo scheletro - come detto all’inizio - di 4 auto elettriche realizzate per 4 marchi dell’azienda prodotte a partire dal 2024. Per questi modelli, prevista l’installazione anche della linea di montaggio delle batterie. Secondo i piani fissati, l’obiettivo è di confermare la capacità produttiva della fabbrica restando sui 400.000 pezzi all’anno con un'organizzazione del personale su 19,5 turni.

Cosa ha detto Orlando, Ministro del Lavoro

Al termine dell’incontro, il Mistro del Lavoro, Andrea Orlando, ha dichiarato: "Come governo abbiamo dato la massima disponibilità di sostenere la sfida che Stellantis intende lanciare nel processo di transizione Abbiamo registrato alcune positive indicazioni in un clima positivo, il confronto deve proseguire per capire le implicazioni di queste scelte e più complessivamente le scelte che riguardano gli stabilimenti”.

Il Governo chiede la Gigafactory in Italia

Anche il ministro Giorgetti si è detto soddisfatto dei piani di  Stellantis sulla produzione in Italia, ma è andato anche oltre, sottolineando i due punti ancora da chiarire. Il primo riguarda la della produzione delle batterie. La terza Gigafactory di Tavares ancora non ha una sede e dal MISE hanno detto a chiare lettere - al question time alla Camera dopo l'incontro con l'azienda - che il Governo chiederà a Stellantis di costruirla in Italia. Il secondo, infine, è sulle tutele ai lavoratori perché la riorganizzazione della fabbrica su una linea aprirà una negoziazione sindacale per affrontare il tema degli esuberi. “Ci attendiamo che la Gigafactory sia localizzata in Italia, e aspettiamo una decisione da parte dell'azienda", ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti che poi ha proseguito dicendo: “Nell'incontro con Stellantis abbiamo ricordato che ci sono degli impegni assunti dall'azienda, anche in relazione ad una garanzia della Sace per oltre 5,6 miliardi di euro. Stellantis ha ribadito la vocazione territoriale, ossia la volontà di investire seriamente anche per quanto riguarda l'innovazione di modelli su Melfi, ma ciò non significa che il problema sia risolto, perché partirà una trattativa sindacale per quanto riguarda l'organizzazione e la riorganizzazione aziendale connessa alla chiusura di una linea”.

Le preoccupazioni dei sindacati

Sulla stessa linea del MISE le reazioni dei sindacati. Soddisfatti per gli investimenti che saranno fatti su Melfi, ma preoccupati per gli effetti della riorganizzazione sui lavoratori.

“Stellantis ha annunciato che Melfi sarà il primo stabilimento italiano a ricevere nuovi modelli in base al piano industriale post 2022, ma l'organizzazione produttiva sarà completamente rivoluzionata. Come sindacato abbiamo chiesto, però, di arrivare a un quadro di certezze non solo per i lavoratori lucani ma per quelli di tutti gli stabilimenti italiani. La produzione sia attuale sia futura sarà caratterizzata da maggiore verticalizzazione e concentrata su una unica linea potenziata, che sarà realizzata integrando le due attualmente esistenti; lo spazio così liberato sarà utilizzato in seguito per altre attività, quali l'assemblaggio di batterie. La concentrazione della produzione su una sola linea porti a parità di produzione un minor utilizzo di personale per circa 700 persone di cui 300 già impegnati in missione in altri siti, non vi è alcuna dichiarazione di esuberi strutturali e quindi si proseguirà con l'utilizzo di ammortizzatori sociali conservativi per la verità già oggi in essere; confidiamo inoltre che ci possa essere la disponibilità aziendale a rivedere in meglio gli incentivi per le uscite volontarie” hanno dichiarato Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm resposnabile del settore auto.

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