Auto, l’Italia dice stop alle endotermiche entro il 2035

Auto, l’Italia dice stop alle endotermiche entro il 2035

Il Cite, il Comitato interministeriale per la Transizione ecologica ha fissato le tappe che portano alla neutralità teconologica. Phase out delle auto nel 2035, dei furgoni e veicoli da trasporto leggeri nel 2040

di Michele Salvatore

11 dicembre

A luglio, la Commissione Europea aveva annunciato la proposta ufficiale che stabiliva i tempi per lo stop alle vendite dei veicoli a combustione interna e l’Italia, come la maggior parte dei Paesi avanzati, ha deciso di allinearsi.

Nel 2035 lo stop

A renderlo noto è stato il Ministero della Transizione Ecologica al termine della quarta riunione del Cite, il Comitato interministeriale per la Transizione ecologica. Nella nota diramata dai ministri della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, e dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, sono state infatti fissate le tempistiche per la sostituzione dei veicoli spinti dal tradizionale motore a scoppio: “Il phase out delle automobili nuove con motore a combustione interna - si legge nel comunicato - dovrà avvenire entro il 2035, mentre per i furgoni e i veicoli da trasporto commerciale leggeri entro il 2040”.

Non solo elettrico

Un percorso, però, che non prevede di puntare solo sull’elettrico, ma che coinvolge anche idrogeno e biocarburanti come strumenti necessari alla decarbonizzazione: “In tale percorso - prosegue il comunicato - occorre mettere in campo tutte le soluzioni funzionali alla decarbonizzazione dei trasporti in una logica di 'neutralità tecnologica', valorizzando, pertanto, non solo i veicoli elettrici, ma anche le potenzialità dell'idrogeno, nonché riconoscendo - per la transizione - il ruolo imprescindibile dei biocarburanti, in cui l'Italia sta costruendo una filiera domestica all'avanguardia".

Come salvare la Motor Valley

Resta, comunque, una rivoluzione epocale che coinvolge una delle eccellenze italiane. La Motor Valley è il fiore all’occhiello dell’industria automobilistica nazionale e rischia di essere travolta dai vincoli stretti della transizione ecologica.

La Terra dei Motori è un’icona che va salvaguardata, infatti: “Per quanto riguarda i costruttori di nicchia - conclude il comunicato - misure specifiche potranno essere eventualmente valutate con la Commissione europea all'interno delle regole comunitarie".

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