Unipolsai e Generali multate di 5 milioni per aver omesso informazioni su incidenti

Unipolsai e Generali multate di 5 milioni per aver omesso informazioni su incidenti

La decisione è stata presa dall'Antitrust che ha accusato le due società di aver violato le norme del Codice del Consumo con pratiche commerciali scorrette

di Redazione

10 agosto

Una sanzione pesantissima, la cifra massima prevista per una multa di questo tipo, anche se le associazioni dei consumatori (seppur soddisfatti della decisione presa dall'Antitrust), ritengono 5 milioni irrisori per il danno subito. L'accusa? Pratica commerciale scorretta in violazione delle norme del Codice del Consumo.

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La vicenda e le reazioni

A scatenare il tutto era stato l'Agcm, il quale aveva affermato che "Generali e Unipolsai hanno reso difficoltoso ai clienti l'accesso al fascicolo del sinistro omettendo informazioni rilevanti sull'ammmontare del rimborso o del suo futuro". Per questo l'Antitrust ha definito questa vicenda come una "condotta ingannevole e aggressiva, utilizzando comportamenti dilatori, ostruzionistici e/o di ingiustificato rifiuto". Un'accusa pesante per le due società assicurative, che in realtà non si sono comportate in maniera impeccabile: hanno risposto in ritardo rispetto ai termini fissati a diverse istanze di accesso agli atti dalla normativa di settore. Nel particolare, a Generali viene recriminato il riscontro e/o il rigetto tardivo delle istanze di accesso anche precedenti quelle formulate prima della presentazione da parte della società di una offerta risarcitoria o del suo rifiuto, momento in cui il diritto all'accesso non è ancora sorto in capo al danneggiato. Unipolsai invece è accusata di mancata risposta a richieste provenienti dai consumatori riguardo allo stato della pratica o la difficoltà nella presa di contatto con il liquidatore.

Le proteste dei consumatori

La cifra di 5 milioni a cui ammonta la sanzione è, secondo l'Antitrust, troppo irrisoria: "Non farà neanche il solletico ai due big delle assicurazioni italiane. Ancora una volta si conferma lo strapotere delle grandi aziende, che schiacciano i diritti dei consumatori anche, come in questo caso, tramite condotte ingannevoli e aggressive. L'unico modo per imporre il rispetto dei diritti dei consumatori da parte dei colossi mondiali è quello di potenziare i poteri dell'Antitrust, aumentando il valore delle sanzioni erogabili dall'Autorità e obbligare le società a risarcire gli utenti ogni volta che realizzano una pratica scorretta o non garantiscono adeguata trasparenza ai propri clienti".

Anche l'Unc, Unione Nazionale Consumatori, è deciso a farsi sentire sulla questione: "Andrebbe previsto per legge che le multe delle Authority debbano sempre superare l'illecito guadagno, altrimenti non possono avere alcuna efficacia deterrente. Invece la classe politica sta andando nella direzione opposta e, ad esempio, nel recepire la direttiva UE 2019/2161, si prevede che l'ampliamento delle sanzioni dal 2 al 4 per cento del fatturato non valgano nel caso di violazioni del Codice del consumo".

Risposte immediate

Sia Generali che Unipolsai ovviamente hanno risposto per le rime, pubblicando due note ufficiali: "Riteniamo infondati gli addebiti che ci vengono imputati dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Per questo motivo intendiamo impugnare il provvedimento confidando che la sua infondatezza verrà confermata" (Generali). "Unipolsai respinge con fermezza gli addebiti per asserite pratiche commerciali scorrette nella liquidazione dei sinistri R.C. Auto contenuti nel provvedimento dell'Antitrust "che provvederà ad impugnare nelle competenti sedi giudiziarie". (Unipolsai).

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