Suzuki, futuro elettrico? "Solo se e dove serve"

La Casa giapponese presenta un piano per i prossimi 10 anni: quattro punti per essere più efficiente

Suzuki, futuro elettrico? "Solo se e dove serve"

Francesco ForniFrancesco Forni

Pubblicato il 18 luglio 2024, 10:12 (Aggiornato il 18 luglio 2024, 10:35)

Suzuki programma il futuro, senza aggrapparsi al pensiero unico. La Casa di Hamamatsu ha comunicato il piano tecnologico per i prossimi 10 anni, fino al 2034.

Il gol è la riduzione del consumo di energia a tuto tondo, dall’inizio della produzione alla fine del ciclo vita di un’auto.

Zero emissioni di carbonio è l’imperativo, senza però rinunciare al piacere del viaggio. Un cammino dettato dall’approccio “Sho-Sho-Kei-Tan-Bi”, ovvero compatto, meno numeroso, leggero, minimale, bello.

In sostanza l’elettrico sarà una risorsa, ma non l’unica.

I quattro punti del futuro Suzuki

Ovvero le vetture elettriche dovranno essere meno energivore, ma anche in base alle condizioni di utilizzo e della presenza di fonti rinnovabili nelle rispettive nazioni. Il che significa batterie più leggere e motori più compatti.

I motori termici dovranno essere più efficienti: a tal proposito il propulsore Z12E che arriva al 40% di efficienza sarà tra poco adottato a livello gobale.

Il software delle vetture dovrà essere semplificato, per ridurre i costi, con piattaforme condivise - Software Defined Vehicle (SDV) – per tutta la gamma.

L’energia dovrà essere ottimizzata al massimo anche nella produzione delle auto. Con prodotti riciclabili e minore consumo delle risorse. Un piano tecnologico dettato dal buon senso.

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