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Elkann, l'audizione parlamentare in punti: dazi, costo dell'energia, produzione
Confermato gli impegni già espressi dal Piano Italia, il presidente Stellantis ha replicato ai parlamentari delle Commissioni Attività Produttive sui punti cruciali della produzione italiana ed europea di auto

Fabiano Polimeni
Pubblicato il 19 marzo 2025, 18:36 (Aggiornato il 20 mar 2025 alle 09:33)
La replica del presidente Elkann agli interventi dei parlamentari in Commissione Attività produttive ha toccato più punti strategici, tra certezze normative, livelli di produzione, incertezza del mercato e le sfide dei dazi e della concorrenza cinese. Ecco i passaggi chiave.
Strategie industriali europee, tra industria bellica e industria dell'auto
"Riteniamo che non ci sia una scelta tra l'industria bellica o l'industria dell'auto. Cina e Stati Uniti ci stanno dimostrando che si possano avere due industrie forti come ce l'hanno. Riteniamo che il futuro dell'auto sia quello che i paesi, l'Unione Europea decideranno in termini politica industriale. Dove considerano che sia importante mettere le risorse, mettere le energie.
Elettrico e libertà di scelta per i consumatori
"Sul tema legato a come si fa a rispettare quelli che sono gli obiettivi ambientali e gli obiettivi economici e sociali. Noi pensiamo che il cliente è la persona per cui lavoriamo. Dobbiamo fare in modo che il cliente possa avere dei prodotti che ha voglia di comprare. L'onorevole Appendino, che è stata sindaca di Torino, ricorda bene che ci fu all'epoca dal governo Conte una grande spinta a l'elettrico e noi abbiamo investito e non enormi risorse a Mirafiori per fare la 500 elettrica. All'epoca c'era intenzione di sostenere il mercato delle auto elettriche. Così non è avvenuto, in Italia si vende il 4% di macchine elettriche, se ne vendono il doppio in Belgio.
Riteniamo che si possano raggiungere i vincoli ambientali, quelli sociali economici se uno non crea dei meccanismi che obbligano i clienti a comprare macchine che loro non vogliono".
Le certezze chieste alla politica
"Quando si parla di quello che un'impresa come la nostra vorrebbe nel rapporto con chi ci governa e chi ci regola è certezze. Certezze di potere operare. Il senatore Calenda ha ricordato gli obiettivi quest'anno di riuscire ad ottenere un 20% di macchine vendute elettriche: è quello per cui ci siamo preparati. Jean-Philippe (Imparato; ndr) ha passato tutto il mese di dicembre e gennaio a preparare la nostra rete, i nostri impianti produttivi a quell'obiettivo per trovarci poi inizio marzo a dovere cambiare tutto.
Dunque questa è la richiesta che facciamo: chiediamo certezze perché così è più facile fare il nostro mestiere e potere fare prodotti, come vi abbiamo fatto vedere, che diano la possibilità ai nostri clienti di scegliere.
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