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Dazi sui componenti auto, Trump avverte: "Se non faranno le cose per bene..."

Fabiano Polimeni
Pubblicato il 2 maggio 2025, 10:01
Prima la firma dei due ordini esecutivi, poi si è rivolto alla platea di Warren, in Michigan, alla quale Donald Trump ha spiegato in termini semplici, diretti e senza filtri perché abbia corretto la normativa sui dazi sull’importazione di componenti necessari a produrre auto negli USA.
“Sto dando loro un po' di tregua, giusto? Prendono pezzi da tutto il mondo. Non voglio questo, voglio che producano i loro componenti qui. Ma ho dato loro un po' di tempo... Si chiama un po' di flessibilità. Abbiamo dato loro un po' di tempo prima di massacrarli (slaughter them; ndr) se non fanno le cose per bene”.
Tempo alle case che producono negli USA
“Loro” sono i costruttori automobilistici, che beneficeranno - perlomeno chi ha la produzione localizzata negli USA e a certe condizioni - di una revisione del meccanismo dei dazi sui componenti. Varrà esclusivamente per due anni e si applicherà solo alle case auto che produrranno negli Stati Uniti automobili che impiegano almeno l’85% della componentistica made in USA o ottenuta per importazione attraverso l’accordo di libero scambio con Messico e Canada.
Pertanto, chi assembla auto ricorrendo a una catena di approvvigionamento estera superiore al 15% del valore del veicolo finito non beneficerà del nuovo schema di neutralizzazione dei dazi.
Compensazione decrescente sui dazi
Vediamo nel dettaglio come opererà, nei primi 12 mesi a partire dal 3 maggio 2025 e nel secondo anno tra 2026 e 2027. Il costruttore può chiedere la “compensazione della somma sull’import pari al 3,75% del prezzo di listino di tutte le auto assemblate negli USA tra il 3 aprile 2025 e il 30 aprile 2026”, si legge nell’ordine esecutivo. La percentuale riflette “il dazio totale che sarebbe dovuto se fosse applicato un dazio del 25 per cento a componenti che rappresentano il 15 per cento del valore MSRP (il prezzo di listino; ndr) di un’automobile”.
Tra il 2026 e il 2027 la compensazione che i costruttori potranno chiedere si ridurrà dal 3,75% al 2,5% del prezzo di listino complessivo di tutti i veicoli assemblati negli USA. Una riduzione che va nella direzione di una richiesta, tra 2026 e 2027, ai costruttori di auto di "internalizzare" la catena di valore per la produzione di auto negli USA, impiegando almeno il 90% della componentistica nazionale o importata sotto l’accordo di libero scambio con Messico e Canada.
Ne bis in idem dei dazi
Un altro ordine esecutivo in materia di dazi sulle auto ha statuito che non sarà possibile cumulare dazi sullo stesso prodotto. Nel caso delle auto, i costruttori che importeranno veicoli negli USA assemblati all’esterno sosterranno il 25% dei dazi, senza subire eventuali altre barriere tariffarie, come quelle sull’acciaio o l’alluminio, ad esempio.
Secondo gli analisti raggiungi dal Detroit Free Press, la correzione di Trump nella politica sui dazi applicati alla componentistica auto non sposterà di molto un atteso aumento dei prezzi di listino dei modelli negli USA, stimato tra i 4 e i 10 mila dollari.
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