Dazi auto: il Giappone ottiene il 15% dagli USA, ecco in cambio di cosa

L'accordo siglato rivela solo alcuni degli impegni di fondo, tra cui l'apertura del mercato nipponico a riso e auto USA. Investimenti e gas naturale altri temi caldi
Dazi auto: il Giappone ottiene il 15% dagli USA, ecco in cambio di cosa

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 23 luglio 2025, 17:11

Dopo l’accordo negoziato con il Regno Unito, quello con il Giappone è il secondo che si concretizza in materia di dazi applicati all’esportazione di auto verso gli Stati Uniti.Le trattative hanno prodotto la riduzione dal 27,5% al 15% dei dazi sulla produzione auto nipponica, un risultato che ha dato la spinta ai titoli delle case automobilistiche, specialmente quelle nipponiche.

L’attenuazione dei dazi al 15% non arriva come una concessione gratuita da parte dell’amministrazione Trump, piuttosto è la contropartita per un allentamento dei controlli sulle auto e veicoli commerciali prodotti negli USA e introdotti sul mercato nipponico.

Riso statunitense, quote superiori per l'export 

In aggiunta, sul fronte degli scambi nel settore agroalimentare, il Giappone concederà una quota superiore all'export del riso statunitense nel Paese. Ancora, le multinazionali nipponiche investiranno negli USA 550 miliardi di dollari sotto forma di prestiti e garanzie, con un’attenzione particolare sul settore farmaceutico e la relativa catena di approvvigionamento.

In aggiunta, vi sarà un impegno - commentato unicamente da Trump - sul progetto di fornitura di gas naturale (LNG) attraverso un gasdotto nel Pacifico, tra Stato dell’Alaska e Giappone, mediante una joint venture tra società dei due Paesi.

Dazi sull'auto agevolati accolti negativamente negli USA

"Ho appena firmato il più grande accordo commerciale della storia con il Giappone. Questo è un momento entusiasmante per gli Stati Uniti d'America, soprattutto per il fatto che continueremo ad avere sempre una grande relazione con il Paese del Giappone, è stato il commento-post di Trump sul social Truth.

Non esultano, per usare un eufemismo, i rappresentanti dell’American Automotive Policy Council, che nelle concessioni di dazi sulle auto prodotte in Giappone inferiori rileva un accordo negativo per i lavoratori: "Qualsiasi accordo che imponga una tariffa più bassa alle importazioni giapponesi, praticamente prive di contenuti statunitensi, rispetto a quella imposta ai veicoli costruiti in Nord America con un elevato contenuto statunitense (vedi Messico e Canada; n.d.r.) è un pessimo accordo per l'industria e i lavoratori dell'auto statunitensi", il commento di Matt Blunt, a capo dell'associazione che creata nel 2009 da General Motors, Ford e Chrysler per rappresentare i propri interessi negli USA.

Il Giappone ha accettato le concessioni sull’importazione di riso statunitense - punto dirimente dei colloqui degli ultimi mesi - in cambio di un’attenuazione dei dazi sulle auto, mentre quelli in vigore su acciaio e alluminio (al 50%) restano invariati. L’export di auto del Giappone verso gli USA vale più del 25% del totale delle esportazioni del Paese verso gli Stati Uniti e il primo ministro Ishiba ha evidenziato come, tra i Paesi con un surplus commerciale con gli USA, il Giappone abbia ottenuto la soglia più bassa di dazi.

Adesso l’attenzione si sposta su altri due cruciali terreni di confronto e trattative commerciali, ovvero, gli scambi USA-Europa, relativi al settore auto e non solo. Oltre alla ripresa dei colloqui con la Cina.

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