Costi superiori, eccesso di norme e competizione iniqua: Clepa chiede azioni urgenti all'Europa

Il futuro dell'auto europea passa anche dalle tutele all'industria della componentistica, che sottolinea il gap di costi fino al 35% per le produzioni locali
Costi superiori, eccesso di norme e competizione iniqua: Clepa chiede azioni urgenti all'Europa

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 30 settembre 2025, 13:11

Al tavolo europeo chiamato a tracciare il futuro dell’auto e dell’industria nel Vecchio Continente, Clepa è l’associazione che riunisce i fornitori della componentistica. Un settore essenziale, che si trova a vivere le disparità di competizione con i produttori di componenti che operano in Cina e negli USA.

“L'Europa sta combattendo una battaglia decisiva per la sua sovranità industriale. I fornitori sono pronti a investire e innovare, ma non su un campo di gioco non uniforme. Prezzi competitivi dell'energia elettrica, oneri normativi meno gravosi e politiche volte a garantire il know-how dell'UE e i contenuti locali sono fondamentali per attrarre produzione, ricerca e sviluppo e investimenti”, ha commentato il segretario generale Clepa, Benjamin Krieger.

La componentistica made in Europe è un elemento centrale della tanto gettonata categoria di veicoli e-car, che dovrà dire nello specifico quali caratteristiche avrà al prossimo incontro del Dialogo strategico sull’industria dell’auto, previsto a dicembre. La produzione in Europa e componenti fatti localmente è uno dei cardini anticipati da von der Leyen.

Fare componenti in Europa costa fino al +35%

Ma in che stato versa il settore della componentistica? Uno spaccato arriva dallo studio commissionato da Clepa alla società di consulenza Roland Berger, che ha rilevato come i fornitori europei di componentistica prodotta in Europa abbiano uno svantaggio sui costi tra il 15 e il 35% rispetto ai competitor asiatici e statunitensi.

“Per salvaguardare il futuro industriale dell'Europa, l'UE deve anche affrontare con urgenza la questione di come mantenere la produzione, la ricerca e sviluppo e il know-how in Europa, preservando il contenuto locale dei nostri veicoli e garantendo capacità critiche lungo l'intera catena di approvvigionamento, non solo per quanto riguarda batterie, semiconduttori e software. Allo stesso tempo, sono necessarie soluzioni a lungo termine per affrontare le sfide strutturali, quali i costi energetici elevati e la burocrazia”, sottolinea Clepa.

Se diminuisce il valore a rischio 350 mila posti di lavoro

Costi superiori e competizione iniqua con le realtà cinesi e statunitensi che potrebbero portare, entro il 2030 a una potenziale perdita di 350 mila posti di lavoro nel settore della componentistica auto. Rischia di essere la conseguenza della diminuzione della creazione di valore in componentistica prodotta in Europa: "Oggi, circa l'85% dei componenti per veicoli con motore a combustione interna prodotti in Europa sono ancora assemblati localmente, generando circa il 75% del loro valore all'interno della regione. Per i veicoli elettrici a batteria la quota media di valore creato in Europa per componente è del 70%.

I componenti chiave per i veicoli connessi e automatizzati hanno una quota di valore locale più elevata, ma gran parte della produzione dei loro sottocomponenti rimane al di fuori dell’UE. Entro il 2030, la creazione di valore dell'UE nei componenti dei veicoli potrebbe diminuire di quasi il 23%, con un ulteriore calo del 20% entro il 2035. Ciò minaccia fino a 350.000 posti di lavoro entro il 2030 e compromette gli obiettivi climatici dell'UE, poiché i componenti importati hanno spesso un'impronta di CO₂ più elevata”.

 

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