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Inarrestabile DR, nel 2026 tornano gli storici Marchi Osca e Itala

Pubblicato il 1 dicembre 2025, 08:30
DR Automobiles continua la sua corsa e amplia il portafoglio, riportando in auge due Marchi italiani. Massimo Di Risio, imprenditore ex pilota, molto sensibile all'argomento, ha acquisito i diritti su entrambi i Marchi. Spot televisivi recenti hanno anticipato la rinascita, mentre sui portali ufficiali è comparso un sito per Itala. Per OSCA la presenza online era già attiva da tempo.
Un evento atteso a gennaio 2026, nella sede DR a Macchia d’Isernia, dovrebbe svelare i primi modelli. Quel giorno segnerà il debutto pubblico di una strategia che punta a far nascere automobili interamente prodotte in Italia. Le intenzioni prevedono un salto di qualità rispetto al passato: il sito molisano sarà la base operativa per il rilancio.
Il recupero di Itala e OSCA travalica il richiamo nostalgico. L’operazione appare come parte di un disegno industriale ambizioso, che unisce patrimonio storico e potenziale contemporaneo. Da vedere cosa succederà
Gli spot lasciano intendere che i futuri modelli potrebbero cercare equilibrio tra design italiano e standard moderni.
Una rinascita sospesa tra passato e futuro ad Anagni
La premesse sono impegnative. Il richiamo a Itala e OSCA non si limita al Marchio. Implica responsabilità verso una tradizione tecnica e sportiva che ha segnato fasi importanti della mobilità italiana.
A questo scopo, Di Risio ha rilevato lo stabilimento di Anagni, in provincia di Frosinone, rinnovandolo a fondo e rinominandolo Jarama Srl. L’impianto è già attivo con diverse decine di lavoratori e punta ad ampliarsi ulteriormente, sostenuto da un nuovo ciclo di investimenti.
Itala: le origini torinesi e le imprese pionieristiche
Itala nasce a Torino sul finire del 1903, sotto l’impulso di Matteo Ceirano e un gruppo di soci. All’inizio la produzione riguarda modelli come la 24 HP. L’impresa cresce rapidamente. Nel 1906 Itala sposta gli impianti in un nuovo stabilimento progettato da Pietro Fenoglio: le officine, vaste e moderne, danno impulso a un’espansione produttiva e qualitativa.

In pista l’affermazione arriva subito. Nel 1906 l’auto Itala vince la prima edizione della Targa Florio grazie al pilota Alessandro Cagno. L’anno seguente la Casa compie un’impresa memorabile: il raid Pechino–Parigi 1907, realizzato su una Itala 35/45 HP con a bordo il principe Scipione Borghese, il meccanico Ettore Guizzardi e il giornalista Luigi Barzini. Quel viaggio resta un simbolo dell’audacia e dell’affidabilità del Marchio.
Nel corso degli anni Itala amplia la gamma, costruisce auto di turismo e modelli pregiati, ma anche motori per aviazione e mezzi industriali durante la guerra. Tuttavia la crisi economica e la concorrenza crescente portano nel 1929 a un assorbimento nelle Officine Metallurgiche di Tortona. Un tentativo di rilancio non basta: la produzione si arresta definitivamente nel 1935.
OSCA: i fratelli Maserati reinventano la leggerezza sportiva
OSCA nasce nel 1947 a San Lazzaro di Savena, a opera dei fratelli Ettore, Ernesto e Bindo Maserati. Dopo la cessione della loro precedente casa automobilistica nel 1937, i tre rispettano un patto di non concorrenza per dieci anni. Scaduti i vincoli, decidono di fondare una nuova officina: Officine Specializzate Costruzione Automobili, abbreviata OSCA.
Il primo modello è la barchetta da corsa OSCA MT4, presentata nel 1948, con motore bialbero di 1.092 cm³ e circa 72 cavalli. L’auto si dimostra subito competitiva. Negli anni successivi OSCA produce versioni evolute, con cilindrate crescenti e prestazioni di rilievo. Le opere dei fratelli Maserati mirano a realizzare auto leggere, agili, tecnicamente raffinate.

Tra il 1951 e il 1953 la Casa partecipa a quattro Gran Premi di Formula 1. Il miglior piazzamento arriva a Monza con un nono posto alla prima gara, guidata da Franco Rol.
Oltre alle auto da corsa, OSCA realizza anche modelli GT e spider, carrozzati da nome prestigiosi come Frua, Zagato, Michelotti, Fissore e Vignale. Le motorizzazioni variano da motori piccoli fino a oltre 1.600 cm³, in modelli stradali e sportivi.
La produzione cessa nel 1967, dopo due decenni di intensa attività. OSCA lascia un’eredità fatta di ingegno tecnico, sportività e rara maestria artigianale.
Ennesima sfida per Massimo Di Risio, con due Marchi che hanno segnato pagine significative dell’automobile italiana: potranno tornare a incidere?
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