BYD contro Stellantis: 10000 euro di bonus se rottami auto con PureTech

Il costruttore cinese lancia in Italia l’“Operazione Purefication”: bonus fino a 10.000 euro per chi rottama auto con cinghia a bagno d’olio e passa a un modello BYD
BYD contro Stellantis: 10000 euro di bonus se rottami auto con PureTech

Gianluca GuglielmottiGianluca Guglielmotti

Pubblicato il 12 gennaio 2026, 14:44

Nel mercato auto europeo, tradizionalmente prudente nei toni e nelle strategie di comunicazione, sta andando in scena qualcosa di inedito. BYD ha deciso di attaccare frontalmente un concorrente – il Gruppo Stellantis – su un punto piuttosto critico: quello dei motori PureTech, noti per problemi legati alla cinghia di distribuzione a bagno d’olio. Una mossa commerciale senza precedenti per intensità e chiarezza del messaggio, che segna un nuovo livello di competizione nel settore.

BYD “Operazione Purefication”, messaggio (neanche troppo) velato

La campagna lanciata da BYD in Italia promette fino a 10.000 euro di bonus a chi rottama “un’auto dotata di cinghia di distribuzione a bagno d’olio” e sceglie un modello del marchio cinese, elettrico o ibrido plug-in. Formalmente l’iniziativa non cita mai Stellantis, ma il riferimento è evidente: il nome stesso “Purefication” richiama in modo diretto la famiglia PureTech (1.0 e 1.2), ampiamente diffusa sui modelli ex PSA e poi confluiti nel gruppo franco-italiano. Il tono della comunicazione è esplicitamente aggressivo, accompagnato da slogan che contrappongono i problemi di affidabilità del passato ai numeri sbandierati da BYD in termini di ricerca e sviluppo, brevetti e garanzie estese. Più che una promozione, un attacco mirato.

PureTech con cinghia a bagno d’olio, il problema

Il problema alla base dello scontro è noto agli addetti ai lavori e a molti automobilisti. La cinghia di distribuzione che lavora immersa nell’olio, soluzione pensata per ridurre attriti e rumorosità, si è rivelata vulnerabile nel tempo ai vapori di benzina che contaminano il lubrificante, soprattutto con utilizzo urbano e tragitti brevi. Il degrado della cinghia può portare non solo alla rottura, ma anche al rilascio di residui che finiscono per ostruire la pompa dell’olio, compromettendo la lubrificazione del motore. Le conseguenze sono state campagne di richiamo, interventi in garanzia, forti svalutazioni dell’usato e una diffusa perdita di fiducia. Stellantis è intervenuta nel tempo, modificando le soluzioni tecniche e introducendo la catena di distribuzione sulle versioni più recenti (dal 2023), ma l’eredità reputazionale resta.

Offensiva cinese

Il punto centrale non è tanto il difetto tecnico, già affrontato dal costruttore europeo, quanto la durezza della comunicazione scelta da BYD. Colpire direttamente la memoria collettiva degli automobilisti significa sfruttare una fragilità ancora percepita dal mercato, offrendo una “via d’uscita” concreta a chi oggi possiede un’auto penalizzata in fase di rivendita. A rafforzare l’operazione c’è una gamma BYD ormai strutturata anche in Italia, con modelli elettrici e "super hybrid" come Seal U DM-i, Atto 2 DM-i e Seal 6 DM-i, proposti come alternative tecnologicamente affidabili e con autonomie molto elevate (anche superiori ai 1000 chilometri complessivi).

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