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Fiat e l'idea di limitare la velocità massima: 120 orari potrebbero bastare

Fabiano Polimeni
Pubblicato il 14 gennaio 2026, 16:58
Quando si parla di velocità massima sulle auto, un tema ricorrente è legato all'opportunità di vetture che vadano oltre i limiti di legge e, tristemente, torna attuale dopo tragedie sulle strade. In Italia il limite in autostrada - in condizioni ordinarie - è di 130 km/h; in Paesi europei come la Germania, su specifici tratti di strade, vi è l'assenza di qualsiasi limite.
L’importanza della velocità massima sulle auto e, in parte, delle prestazioni in accelerazione, appartengono a un’idea di auto novecentesca. La realtà, con i progressi tecnici degli ultimi 15 anni, è che sempre più spesso modelli di fascia media riescono a produrre prestazioni molto, molto elevate e velocità di punta che un tempo, fino ai primi anni Duemila. erano appannaggio solo dei modelli più sportivi.
Una premessa è necessaria per introdurre la provocazione, o forse un’idea più solida, lanciata da Olivier François, a.d. del marchio Fiat.
Perché andare oltre la legge?
“La velocità media massima di legge in Europa è 118 km/h, andare oltre è spesso illegale e gran parte dei radar, degli Adas sono stati sviluppati per auto che vanno ben oltre questi limiti. Sarei felice di limitare la velocità delle mie citycar, delle auto piccole, alla velocità massima di legge”, le parole di François, riportate da Autocar.
È il punto finale di una valutazione più ampia, legata all’incremento dei costi di produzione (e di listino) delle auto, soprattutto delle piccole, per osservare le normative sempre più stringenti in materia di dispositivi di sicurezza attiva.
Dove contano davvero gli Adas
Se sul punto della velocità autolimitata all’andatura massima consentita dal Codice della strada può esserci un fondamento di opportunità, la presenza di alcuni Adas è, probabilmente, molto più utile in ambito urbano ed extraurbano che non alle andature oltre il Codice della strada. In autostrada sono i sistemi di mantenimento attivo della corsia, il Livello 2 di guida assistita, i più gettonati supporti per una guida con minore impegno al volante.
Sistemi efficaci di frenata d’emergenza possono fare la differenza tra un incidente con ciclisti, pedoni, motociclistici molto più in ambito urbano, entro i 50 km/h, che non ad alte andature, dove il contributo vale soprattutto per ridurre l'andatura e le conseguenze dell'impatto. Tra l’altro, non tutti i sistemi Adas, tra frenata d’emergenza, sistemi anticollisione con il traffico agli incroci o in manovra, operano con la medesima efficacia. L’utilità di una frenata anticollisione in retromarcia, uscendo da un parcheggio, ad esempio, sarebbe massima in ambito urbano. Eppure non è una dotazione obbligatoria. Un Blind Spot Monitor prima di aprire le portiere è un contenuto che solo alcuni modelli offrono, mentre sarebbe utilissimo per evitare incidenti con motociclisti e pedoni.
Auto più lente necessitano di minori sistemi di sicurezza?
L’Europa, nel presentare il riesame degli obiettivi verso il 2035, ha previsto la creazione dal 2027 di una categoria di vetture M1E, elettriche e con un prezzo tra i 15 e 20 mila euro. Si avvantaggeranno i costruttori da normative congelate per 10 anni, periodo nel quale non verranno chiesti adeguamenti tecnici alle vetture, aiutando a contenere i prezzi.
François, nel valutare l’opportunità di un limite alla velocità massima, è partito dalla considerazione di quanto incidano gli Adas obbligatori sui costruttori: “Riteniamo che con tutte queste norme, la porzione più insostenibile ricada sulle citycar e le utilitarie, perché sono tutte auto piccole, democratiche e poco costose, acquistate da giovani per gli spostamenti quotidiani in città. Vengono guidate a velocità molto inferiori.
Faccio fatica a capire perché dobbiamo installare tutto quest’hardware costoso: sensori, camere, riconoscimento della segnaletica. È tutto un po’ inadeguato, un po’ folle e ha contribuito a innalzare il prezzo medio di una citycar del 60% negli ultimi 5-6 anni. Non credo che le citycar del 2018 o 2019 fossero estremamente pericolose. La nostra proposta era letteralmente quella di fare un po’ un passo indietro dal sovraccaricare le auto di hardware costoso”.
Velocità e accelerazione: dati da comprendere
Un altro indicatore della prestazione, che fino a un decennio fa ha rappresentato una “medaglia” da appuntare al cofano per i modelli, è il tempo in accelerazione da 0 a 100 orari. Di per sé può non rappresentare molto - soprattutto quando i valori sono tipici da auto sportiva, sotto i 7 secondi -; tuttavia, è un dettaglio che può segnalare altro di un modello, il suo brio e difficilmente un’auto lenta in accelerazione (più di 11-12") avrà le prestazioni necessarie nella ripresa ad andature da marcia extraurbana, il tipico esercizio degli 80-120 orari. Un indicatore che, al di là della prestazione assoluta, dice quanto in fretta ci si può tirare d’impaccio in situazioni potenzialmente pericolose.
Numeri, delle prestazioni velocistiche, da saper leggere e pesare nella loro importanza.
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