Lancia, il ritorno nel rally per sognare in grande

Eugenio Franzetti, direttore di Lancia Corse, ci ha raccontato obiettivi e ambizioni di Lancia con il nuovo esordio nel WRC2
Lancia, il ritorno nel rally per sognare in grande

Adriano TorreAdriano Torre

Pubblicato il 22 gennaio 2026, 11:26

E’ stato un percorso graduale ma rapido quanto travolgente grazie a risultati sperati ma non. scontati. E adesso il ritorno di Lancia nel mondo del rally, cominciato con rispetto e senza enfasi ma con grande spinta motivazionale di chi ha partecipato al progetto, si è concretizzato col ritorno dello storico marchio nell’ambiente più gradito e performante, quello delle corse e soprattutto del rally.

Bentornata Lancia nel mondiale rally è stato il claim che accompagna questa nuova avventura, sicuramente accompagnata dall’enfasi della storia e della leggenda, che potrebbe anche rivelarsi inizialmente un peso. Ma Eugenio Franzetti, direttore di Lancia Corse, apre una pagina nuova e con contenuti diversi per spiegare come questo impegno non è e non sarà un “peso”. Anche perché nell’occasione Lancia si propone nel debutto del Rally Mondiale WRC2 con una auto nuovissima, due Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale affidate alla guida di Yohan Rossel e Nikolay Gryazin, piloti di comprovata esperienza internazionale scelti per garantire performance immediate.

Storia di un ritorno

“Il ritorno di Lancia nel Rally - spiega Franzetti - è stato un rientro meraviglioso e fa parte di un percorso costruito con metodo. Si è partiti dalla Rally 4,che ha avuto un successo commerciale straordinario con oltre 120 esemplari venduti in poco più di un anno, proseguendo con il Trofeo Lancia che nel 2025 ha registrato numeri da record: quaranta iscritti, cifre che non si vedevano da vent'anni nel rallysmo italiano. Prima all'interno dei campionati italiani rally, 6 gare, 5 tappe e 40 iscritti nel 2025, record che non si vedevano da vent'anni nel mondo del rallysmo italiano: il peso dei trofeisti ha rappresentato circa il 25% degli iscritti a ogni gara del Campionato Italiano Rally, il vincitore del trofeo ha conquistato anche il titolo italiano due ruote motrici. Nel frattempo abbiamo lanciato la Rally6, quasi una entry level rispetto alla Rally4 stesso motore con un livello di preparazione più basso, frizione normale, una base sportiva. In parallelo stavamo sviluppando la Rally2, un progetto customer racing ambizioso, supportato dal brand attraverso la creazione di un team ufficiale che permetta di andare a sfidare i migliori nel campionato mondiale rally, nel campionato europeo, nei campionati nazionali. Ma nello stesso tempo, attraverso la presenza e magari anche attraverso le vittorie, l’obiettivo è di promuovere il prodotto e far sì che questo prodotto possa poi essere venduto”.

Il peso del passato

La responsabilità di un grande passato sportivo nel rally può diventare un peso? 

“Ovviamente sì, sentiamo il peso della responsabilità, perché chiaramente da italiano poi io in particolar modo da appassionato di rally e da addetto ai lavori so molto bene quanto sia importante questo brand all'interno del Motorsport, all'interno dei rally, ed è per questo che abbiamo cercato di lavorare al meglio possibile compatibilmente con il budget a disposizione. Però pensiamo di aver fatto una Rally2 estremamente performante e ben sviluppata anche col contributo di anni di esperienze di Motorsport di tutti i colleghi italiani e francesi del Gruppo Stellantis e di Satory (reparto corse, ndr)”

Evoluzione non copia

Un ritorno che è stato anche accompagnato da qualche mormorio di troppo tra similitudini di auto e scelta dei piloti. 

“La Ypsilon Rally2 HF Integrale è stata sviluppata in circa un anno e mezzo presso il centro Stellantis Motorsport di Satory, con test effettuati a Balocco e sulle strade delle Alpi francesi. Non è una semplice evoluzione della precedente Citroën: nasce sulla nuova piattaforma CMP con uno chassis completamente ridisegnato, roll bar inedito, motore e cambio profondamente evoluti. Il risultato è una vettura più bassa, più leggera, con maggiore coppia e potenza ai bassi regimi, dotata di un sistema di partenza anti-slittamento derivato dalle esperienze nel WEC che i piloti definiscono fulmineo. Però, per tranquillizzare questi signori (della polemica… ndr), è importante dire che la macchina non è una Citroën, se questo è dove vogliamo arrivare”. 

E qualcuno osserva che in. due equipaggi non c’è un nome italiano…

“Siamo andati a prendere dei piloti solidi di esperienza e polivalenti, che abbiano già vinto delle gare e campionati. E quindi se vai a vedere il palmares di Rossel che ha fatto il secondo posto nel WRC 2, ha vinto il WRC 3 e Gryazin ha vinto il Challenger WRC 2, abbiamo piloti che da anni sono a livello internazionale alto, hanno esperienza di terra, d'asfalto, di neve, sono giovani, ma non giovanissimi, quindi sono giusti per noi, perché ci possono dare performance fin dalla prima gara, fin dal primo anno, perché, perché chiaramente, come dire, abbiamo tutti bisogno di fare il meglio possibile nel più breve tempo possibile, quindi avevamo bisogno di piloti già formati. 

Nel frattempo poi lavoriamo per formare i giovani con le Academy, il trofeo Lancia, ma anche l'Academy di AC Sport che ha comprato otto Rally4 e quindi ci sono dei giovani piloti che correranno con loro il Rally4. E poi stiamo lavorando per un programma nell'europeo IRC, un team sostanzialmente ufficiale anche lì, nel quale stiamo cercando noi come Lancia e AC Sport di dare spazio a dei giovani talenti italiani. A chi ha vinto il trofeo del 2025 paghiamo una stagione completa in IRC4, l'europeo in categoria Rally4 nel 2026 e oltre a questo stiamo lavorando con ACI Sport per aiutare qualche giovane talento. E questo risponde anche un po' a quelli che ci dicono perché non abbiamo piloti italiani al mondiale: perché non sono pronti, ma lavoriamo perché lo siano”. 

Il mercato

Com’è stato accolto il lancio della Rally2?

“C’era molta attesa attorno a questo prodotto: un successo in pratica quasi a “scatola chiusa”: a novembre abbiamo aperto la commercializzazione, in due giorni ne abbiamo vendute 30, in una settimana 50 e in un mese ben 60. Un grande successo oltre le aspettative. Un segnale inequivocabile della credibilità del brand e dell'attesa che circondava questo progetto. Ricordando poi che la Rally4 è stata venduta in 120 unità in un. solo anno”.

Gli obiettivi del 2026

La Ypsilon Rally2 HF Integrale è favorita nel WRC2?

“Per il WRC2 sono previste otto gare selezionate strategicamente nel corso della stagione, con l'obiettivo di puntare al titolo mondiale magari cominciare dal podio a Montecarlo.. Le insidie di Montecarlo sono note: i continui cambiamenti climatici, il passaggio continuo da asfalto a ghiaccio e neve, la scelta delle gomme sempre critica. Ma la sfida è lanciata, e i rivali sono Škoda, Toyota e Hyundai. Nel 2026 la presenza si amplierà: vetture ufficiali nel Campionato Italiano, nell'Europeo e nel Mondiale, oltre al lancio della Rally 6 come entry level per avvicinare nuovi appassionati alla base della piramide rallystica. Il bicchiere, stavolta, è decisamente mezzo pieno”.

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