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Quale marca di auto scegliere? Le più affidabili secondo 53mila automobilisti europei

Luca Talotta
Pubblicato il 26 gennaio 2026, 13:36
Scegliere quale marca di auto acquistare oggi significa fare i conti con un mercato sempre più complesso, dove design, tecnologia e transizione energetica convivono con una preoccupazione molto concreta: l’affidabilità nel tempo. È proprio questo il dato che emerge con maggiore forza da una grande indagine europea che ha raccolto le esperienze reali di oltre 53mila automobilisti in dieci Paesi, Italia compresa. Un lavoro che va oltre le percezioni e le promesse dei costruttori, per raccontare quali auto resistono meglio alla prova degli anni, quanto costano da mantenere e quali marchi riescono davvero a mantenere le aspettative dei clienti.
Quando si firma un contratto d’acquisto, l’entusiasmo iniziale lascia presto spazio a valutazioni più pragmatiche. Guasti improvvisi, costi di manutenzione e frequenza delle visite in officina sono i fattori che, alla lunga, incidono maggiormente sulla soddisfazione di chi guida. Non è un caso che, secondo l’indagine, l’affidabilità sia indicata come primo criterio di scelta dal 41% degli automobilisti italiani, davanti al tipo di alimentazione e ai consumi. Un dato che fotografa bene il rapporto, sempre più razionale, tra automobilista e automobile.
Affidabilità auto: cosa conta davvero per gli automobilisti
L’indagine mette nero su bianco un cambio di mentalità ormai consolidato. L’auto non è più soltanto un oggetto di desiderio o uno status symbol, ma uno strumento che deve funzionare senza sorprese. Subito dopo l’affidabilità, gli italiani indicano il tipo di carburante come secondo fattore decisivo (17%), seguito dai consumi (13%). Solo in quarta posizione emergono le esigenze personali e familiari, segno che la sostenibilità economica dell’auto nel tempo pesa spesso più dello spazio o delle prestazioni.
Questo approccio pragmatico si riflette anche nelle scelte di acquisto. Il mercato dell’usato continua a crescere in tutta Europa, complice l’aumento dei prezzi del nuovo e l’allungamento della vita media delle vetture. Un terzo delle auto analizzate nell’indagine è stato acquistato di seconda mano; in Italia la quota scende al 19%, ma resta comunque significativa. Un segnale chiaro: l’affidabilità non è più una variabile secondaria, ma una necessità per chi punta a far durare l’auto il più a lungo possibile.
Auto più affidabili: il dominio dei marchi giapponesi
Guardando la classifica generale, il messaggio è inequivocabile: le auto giapponesi dominano per affidabilità. In testa si colloca Lexus, marchio premium del gruppo Toyota, che conquista il punteggio più alto grazie a una combinazione di solidità meccanica, qualità costruttiva e attenzione al cliente. Subito dietro troviamo Toyota, a conferma di una filosofia industriale che da anni mette la robustezza al centro del progetto.
Il terzo posto è condiviso da Suzuki e Subaru, due marchi che puntano su soluzioni tecniche collaudate e su una meccanica poco incline ai compromessi. Più in generale, dieci dei primi undici brand in classifica sono asiatici, un dato che racconta molto delle diverse priorità progettuali tra Oriente e Occidente.
Subito a ridosso del vertice si collocano nomi storicamente affidabili come Honda, Mazda, Mitsubishi e Kia. Accanto a loro emergono anche nuovi protagonisti della mobilità elettrica: Tesla, unica vera eccezione non asiatica nelle prime posizioni, e BYD, simbolo della rapida ascesa dell’industria cinese.
Marchi europei e gruppo Stellantis: luci e ombre
E i costruttori europei? Il grande conglomerato Stellantis si colloca nella fascia centrale della classifica, con risultati differenziati al proprio interno. Le performance migliori sono quelle di Lancia e Fiat, seguite da Jeep e Alfa Romeo. Più arretrata Opel, mentre i marchi francesi Citroën, DS Automobiles e Peugeot si attestano su una valutazione complessiva buona, ma senza eccellere.
Un risultato che invita a una riflessione: l’innovazione tecnologica e l’elettronica avanzata, sempre più presenti sulle auto europee, rappresentano un valore aggiunto, ma anche una potenziale fonte di criticità sul fronte dell’affidabilità.
I guasti più frequenti e il peso dell’elettronica
Analizzando le segnalazioni degli automobilisti, emerge che il 14% dei problemi riguarda componenti elettriche ed elettroniche: fari, sensori, spie, sistemi di chiusura e tergicristalli. Un ambito in cui la complessità crescente delle vetture moderne sembra giocare un ruolo decisivo. Seguono i guasti all’impianto frenante e quelli legati alla combustione del motore, entrambi al 9%, spesso più costosi e invasivi da risolvere.
Colpisce anche la tempistica dei problemi: quasi un’auto su quattro manifesta un guasto nei primi due anni di vita, fortunatamente coperto dalla garanzia nel 85% dei casi. Un dato che conferma quanto l’affidabilità iniziale resti una variabile critica, anche per modelli appena usciti dalla concessionaria.
Soddisfazione e costi di manutenzione
Nonostante tutto, il livello di soddisfazione complessiva resta alto. Tutti i marchi superano i 75 punti su 100, con Porsche che condivide il primato con Lexus, seguita da Tesla e Polestar. Un risultato che spesso riflette anche il posizionamento di prezzo: quando l’investimento è elevato, crescono le aspettative, ma se vengono soddisfatte il giudizio finale è molto positivo.
Sul fronte dei costi di manutenzione ordinaria, il quadro è più prevedibile. I marchi premium come Mercedes-Benz e Audi guidano la classifica con circa 450 euro annui, mentre risultano più economiche Lancia, Dacia e Renault.
Alla fine, l’indagine restituisce una fotografia chiara: scegliere un’auto affidabile oggi significa guardare meno alle mode e più ai dati reali, alle esperienze di chi quell’auto la guida ogni giorno. Un approccio forse meno emozionale, ma certamente più solido.
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