Auto, sotto questa statura non puoi sederti davanti: multa fino a 332 euro

Trasporto dei minori in auto, cosa prevede davvero l’articolo 172 del Codice della Strada: regole, sanzioni e responsabilità per chi guida

Auto, sotto questa statura non puoi sederti davanti: multa fino a 332 euro
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Luca TalottaLuca Talotta

Pubblicato il 29 gennaio 2026, 12:01

Viaggiare in auto con bambini a bordo non è solo una questione di buon senso, ma un ambito in cui la legge italiana non ammette interpretazioni elastiche. Quando si parla di sicurezza dei minori in auto, l’articolo 172 del Codice della Strada rappresenta un punto fermo, spesso citato ma non sempre compreso fino in fondo. Ed è proprio da qui che nascono molte delle sanzioni che colpiscono gli automobilisti, anche quelli convinti di essere in regola.

Il principio di base è semplice: non conta l’età anagrafica, ma la statura. Finché un bambino non supera 1,50 metri di altezza, non può utilizzare le cinture di sicurezza come un adulto. E questo vale indipendentemente dal fatto che abbia 6, 10 o persino 12 anni. Una distinzione che sorprende molti genitori, ma che ha solide basi legate alla sicurezza stradale.

Bambini seduti davanti: quando è vietato e quando no

Uno dei dubbi più frequenti riguarda il sedile anteriore. Contrariamente a quanto si pensa, non esiste un divieto assoluto di far sedere un bambino davanti, ma le condizioni sono molto stringenti. Se il minore ha una statura inferiore a 1,50 metri, è obbligatorio l’uso di un sistema di ritenuta omologato, adeguato al suo peso e alla sua altezza.

In pratica, un bambino può sedersi davanti solo se utilizza correttamente un seggiolino o un rialzo (booster). Ma non è tutto. Nel caso in cui il seggiolino sia installato in senso contrario alla marcia, situazione tipica per neonati e bambini molto piccoli, la legge impone un ulteriore passaggio fondamentale: l’airbag del passeggero deve essere disattivato. Un airbag attivo, in caso di incidente, può trasformarsi in un pericolo gravissimo, se non addirittura letale.

Si tratta di regole che non hanno nulla di formale o burocratico. Le cinture standard sono progettate per il corpo di un adulto e, su un bambino, possono causare lesioni serie invece di proteggerlo. Da qui l’obbligo di sistemi di ritenuta specifici, pensati per distribuire correttamente le forze in caso di impatto.

Cosa prevede l’articolo 172 del Codice della Strada

L’articolo 172 del Codice della Strada stabilisce che tutti i bambini di statura inferiore a 1,50 metri devono essere assicurati a un sistema di ritenuta omologato. I dispositivi devono essere scelti in base a peso e altezza e devono riportare un’omologazione valida, come la ECE R44/04 o la più recente ECE R129 i-Size.

Non basta quindi “avere un seggiolino”: deve essere quello giusto, montato correttamente e utilizzato nel modo previsto dal costruttore. Un seggiolino non omologato, non adatto o installato male equivale, agli occhi della legge, a non usare alcun sistema di sicurezza.

La normativa tiene conto anche dell’evoluzione tecnologica e delle diverse fasi di crescita dei bambini, distinguendo tra seggiolini per neonati, per bambini più grandi e rialzi per chi si avvicina alla soglia di statura che consente l’uso delle cinture tradizionali. Tutto è pensato per ridurre il rischio di lesioni gravi in caso di incidente.

Quanto costa l’infrazione: multe e punti patente

Sottovalutare queste regole può avere conseguenze pesanti. In caso di controllo, il conducente che trasporta un minore senza rispettare l’articolo 172 rischia una multa da 83 a 332 euro. Una forbice ampia, che può arrivare all’importo massimo nei casi più gravi o evidenti.

Ma il verbale non è l’unica conseguenza. Alla sanzione economica si aggiunge anche la decurtazione di 5 punti dalla patente, un numero tutt’altro che marginale. E la situazione peggiora se l’infrazione viene ripetuta: in caso di recidiva entro due anni, è prevista anche la sospensione della patente, da un minimo di 15 giorni fino a due mesi.

È importante sottolineare che la responsabilità ricade sempre sul conducente, anche se il bambino è accompagnato da un altro adulto o se il seggiolino è di proprietà di terzi. La legge non fa sconti: chi guida deve verificare che tutto sia in regola prima di partire.

Sicurezza prima delle sanzioni

Al di là delle multe e dei punti patente, il vero tema resta la sicurezza dei bambini. Le statistiche sugli incidenti stradali mostrano chiaramente che l’uso corretto dei sistemi di ritenuta riduce in modo significativo il rischio di lesioni gravi o mortali. Non si tratta quindi di un eccesso di zelo normativo, ma di una tutela concreta per i passeggeri più vulnerabili.

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